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Ecco 7 priorità per i bambini nel mondo

Caro direttore,
vorrei rivolgermi attraverso  Avvenire  al presidente del  Consiglio, Matteo Renzi, perché in occasione del World  Economic Forum di Davos, l‒Unicef ha definito l’€™Agenda for  Every Child come guida per gli Obiettivi di sviluppo sostenibile post 2015, un piano d’azione per il progresso dell’umanità nei prossimi 15 anni che guiderà investimenti e azioni in tutto il mondo. Obiettivi che saranno poi condivisi all’Assemblea generale dell’Onu a settembre.

Al capo del governo italiano desideriamo chiedere di sostenere le 7 priorità dell’Agenda Unicef da inserire tra i nuovi Obiettivi.

1) Porre fine alla violenza sui bambini. Quasi 1 miliardo di bambini sotto i 15 anni subisce regolarmente punizioni fisiche e un quarto di tutte le ragazze tra i 15 e i 19 anni violenza fisica. La violenza sui bambini è spesso invisibile, ma l’impatto su di loro e sulle società è vasto e profondo. Investire nella protezione dei bambini da violenza, abusi, abbandono e sfruttamento deve essere una priorità universale.

2) La fine della povertà infantile è centrale per eliminare la povertà globale: La metà poveri estremi sono bambini e ragazzi: circa 570 milioni di persone con meno di 18 anni vivono al di sotto della soglia di povertà internazionale di 1,25 dollari al giorno. Senza accesso a servizi sanitari e nutrizionali, acqua e servizi igienico sanitari, alloggi e istruzione il circolo della povertà non si spezza.

3) Aggredire il problema delle morti materno-infantili prevenibili. I bambini che appartengono al 20% delle famiglie più povere hanno il doppio delle probabilità di morire prima del loro quinto compleanno rispetto a coloro che fanno parte del 20% più ricco, e hanno circa tre probabilità in più di essere sottopeso e malati. Migliori sistemi sanitari ed efficace prossimità a bambini e madri più vulnerabili salveranno vite, rafforzeranno le famiglie e contribuiranno a una crescita sostenibile.

4) Dare maggiore attenzione agli adolescenti. I progressi fatti nella prima infanzia possono essere consolidati o persi durante l’adolescenza, ma gli adolescenti sono troppo spesso esclusi da piani di intervento e servizi. Investire anche sull’apprendimento e la promozione di stili di vita sani aiuterà a proteggerli da malattie e violenze, e li preparerà alla vita adulta.

5) Sfruttare la ‘rivoluzione dei dati’ per sostenere i diritti di tutti i bambini: disporre di dati tempestivi e attendibili, poterli disaggregare per vedere oltre le medie globali e nazionali, è fondamentale per identificare i bambini che hanno più bisogno e per sviluppare politiche mirate a migliorare le loro vite.

6) Migliorare gli investimenti specifici per tutti i bambini, soprattutto i più vulnerabili ed emarginati: oltre all’impegno per istruzione, acqua e servizi igienico-sanitari e protezione sociale, fondi sufficienti devono essere orientati ai bambini e alle famiglie più bisognose.

7) Rompere il ciclo delle crisi croniche: sono ben 230 milioni (dati 2014) i bambini che vivono in zone di conflitto e molti di più quelli colpiti da disastri naturali o causati dall’uomo. La risposta globale alle emergenze umanitarie deve concentrarsi non solo sui bisogni di breve periodo ma anche sulla paziente costruzione di una capacità di resilienza nel lungo termine, aiutando i bambini e le loro famiglie a sopportare meglio gli choc futuri.

Ecco, al presidente Renzi vorremo ricordare che il mondo ha fatto significativi passi in avanti negli ultimi 15 anni eppure che sono ancora milioni i bambini emarginati e vittime. Abbiamo, però, la grande opportunità e il dovere di raggiungere i bambini che sono stati lasciati indietro. Le decisioni e gli investimenti di oggi determineranno il futuro di questa generazione e di quelle a venire.

avvenire.it