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E’ MORTO DON IVO CANOVI

 
Nasce il 24 novembre 1924 alla Canova di Marola in Comune di Carpineti, una delle borgate più antiche del territorio, la cui origine risalirebbe al quattordicesimo secolo, e di cui ancora oggi è proprietaria la famiglia Canovi.
Primogenito dei coniugi Alfeo e Vittoria, frequenta come alunno esterno la classe quinta elementare presso il Seminario Vescovile di Marola, proseguendo sempre presso la stessa struttura le scuole medie ed il biennio del ginnasio. Non poteva esservi occasione migliore per un abitante di Marola di usufruire della presenza di un luogo di cultura sul quale gravitavano per la prosecuzione negli studi i giovani figli di famiglie benestanti di gran parte della montagna reggiana.
Sia l’educazione ricevuta in un ambito familiare fortemente religioso, sia la frequentazione dell’ambiente del Seminario, e, non ultima, la presenza in famiglia di uno zio sacerdote, hanno fatto maturare nel giovane tredicenne la vocazione al sacerdozio. Vocazione ben accolta e assecondata dai genitori, che vedevano nel futuro prete la prosecuzione di una lunga tradizione che ha visto succedersi nel corso degli anni diversi sacerdoti provenienti dalla stirpe dei Canovi.
Terminati gli studi presso il Seminario di Marola ha indossato l’abito talare ed è passato come seminarista interno presso quello di Albinea per completare gli studi teologici e tagliare il traguardo dell’Ordinazione sacerdotale, avvenuta il 29 giugno 1948 presso il Duomo di Reggio Emilia, con Vescovo Mons. Beniamino Socche.
 
Dopo una brevissima permanenza come cappellano presso la Parrocchia di Cola di Vetto, nello stesso anno 1948 Don Ivo veniva nominato parroco di Miscoso di Ramiseto. Una piccola comunità di 220 anime posta ai confini con la Lunigiana, raggiungibile soltanto tramite una stretta carraia e poi mulattiera che si sviluppava da Andrella, punto di arrivo della strada e della corriera, con un tempo di percorrenza di due ore e mezza!
Un impatto con una realtà ignota per il giovane sacerdote, nonostante provenisse da una famiglia dedita al lavoro dei campi, che sapeva comprendere l’importanza del rapporto con persone semplici e schiette come quelle delle località amene della nostra montagna.
 
Nel 1956 è stato nominato priore della Parrocchia di Campolungo, comprendente anche le frazioni di Casale, Pregheffio e Berzana in Comune di Castelnovo Monti. Succedeva al defunto parroco don Rocco Milani (a Campolungo dal lontano 1921), che gli aveva riservato l’onore/onere di completare la nuova canonica, essendo quella vecchia pressoché inservibile a seguito di un fulmine abbattutosi su di essa.
Nel giro di una decina d’anni e con l’aiuto anche del papà, nel frattempo unitosi a Don Ivo, veniva portata a compimento e resa abitabile la nuova canonica, dotata di strutture adatte anche per punto di aggregazione dei giovani della parrocchia. Ma la principale aspirazione del sacerdote è sempre stata quella di offrire la propria vicinanza alle persone ammalate della propria parrocchia e non, per cui era facile incontrarlo nei corridoi del vicino ospedale di Castelnovo oppure presso le Case della Carità. I contatti frequenti con Don Mario Prandi, e condividendone appieno la sua attenzione verso i più deboli della nostra società, fecero sì che don Ivo si adoperasse per indirizzare tre giovani ragazze a prendere i voti e diventare suore Carmelitane minori della carità operanti nelle strutture istituite da Don Mario. Diverse sono state le occasioni di vederlo intraprendere i viaggi in treno con l’UNITALSI diretti a Lourdes, luogo sacro dove è poi ritornato per almeno cinque anni di seguito quale confessore in italiano, fermandosi ogni volta un mese.
 
Nel corso degli anni Novanta ha assunto l’incarico di Assistente dei Volontari della Sofferenza che avevano la loro sede presso la parrocchia cittadina di San Zenone.
Dal 1973 gli è stato dato l’incarico di Economo della Parrocchia di Vologno, contigua a quella di Campolungo, ai piedi della Pietra di Bismantova, e nel 1978 veniva nominato Parroco di Vologno.
 
Nel 1993 lascia le Parrocchie di Campolungo e Vologno per essere nominato Direttore del Centro di Spiritualità di Marola e Cappellano della Casa di riposo di Poiago.
Col passare degli anni si sono però manifestati i primi problemi agli occhi, per cui nel 1999 viene trasferito presso la Parrocchia di San Giorgio di Sassuolo con l’incarico di Confessore. Nel giro di pochi mesi la vista è peggiorata ulteriormente rendendolo completamente cieco, nonostante le cure alle quali si è sottoposto presso diversi specialisti.
Carattere riservato, ma in grado di offrire sempre una parola di conforto: soprattutto un prete dotato di grande fede dimostrata anche nel saper sopportare la grave infermità che lo ha colpito negli ultimi dieci anni di vita.
Dallo scorso anno, era accolto presso la Casa famiglia “Mattioli-Garavini” di Casalgrande, accudito particolarmente dalle religiose di Santa Giovanna Antida Thouret.
 
Reggio Emilia, 15 marzo 2012
(note a cura del fratello Elia Canovi)
diocesi.re.it