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È MORTO DON CESARE BARONI di anni 84 FUNERALE A MONTECCHIO SABATO ALLE 9,30

Don Giulio Cesare Baroni, nato il 6 aprile 1926 a S. Martino in Rio, ordinato sacerdote il 2 luglio 1950, ha svolto il ministero sacerdotale nei primi dieci anni come collaboratore parrocchiale prima a Scandiano (1950-1951), poi a S. Nicolò di Cavriago per cinque anni (1951-1956), e a Massenzatico per tre anni inizialmente come collaboratore del parroco, poi come vicario economo, cioè come supplente sede vacante. Infine per un anno (1960) è stato collaboratore del parroco a Stiolo (1960). Nel contempo per dodici anni ha svolto il ruolo di insegnante di religione (1956-1968). Dal 1962 a causa delle non buone condizioni di salute gli fu proposto di risiedere in seminario presso la Casa del Clero, svolgendo servizi pastorali nei giorni feriali nella chiesa di S. Giorgio in città e, soprattutto alla domenica, nella parrocchia di S. Agostino. Ricoverato all’ospedale di Montecchio da circa una settimana, ha concluso la sua giornata terrena all’età di 84 anni nel mattino di giovedì 1° luglio, vigilia del 60° della sua ordinazione sacerdotale. Il funerale è stato fissato per sabato 3 luglio alle ore 9,30 a Montecchio nel Santuario della Beata Vergine dell’Olmo. La salma sarà tumulata nel cimitero di San Martino in Rio, suo paese natale. Dotato di vivace intelligenza, aveva intuizioni e battute originali e brillanti. La sua finezza d’animo traspariva, nel tratto “signorile”, nell’accoglienza calorosa e nella cordialità. Molto difficilmente si lasciava andare a giudizi sulle persone o a critiche, preferendo una benevola, sorridente ironia. La vera croce che ha segnato tutta la sua vita è stato l’insorgere di disturbi di salute che gli hanno impedito o limitato di esprimere nella vita pastorale i suoi molti talenti. In particolare gli anni della cecità, superata parzialmente con interventi del caso, lo hanno privato dell’autonomia desiderata. Ha dovuto perciò trascorrere molto tempo nella sua stanza in seminario. Ma non si lamentava dei disagi subiti. E non si è lamentato quando nel 2004, dopo essere stato ricoverato in ospedale a Reggio per complicazioni varie, non poté ritornare in seminario, abbisognando di una assistenza che solo la Casa del Clero di Montecchio gli poteva assicurare. Là ha trascorso gli ultimi anni della sua vita, preoccupato, come sempre, di non arrecare disturbo e con senso di vera cordialità verso i confratelli e il personale della Casa di Montecchio. Don Cesare non si è chiuso nel suo piccolo mondo. Vivendo sobriamente, in questi anni destinava i suoi risparmi per il restauro della Cattedrale.

Don Emilio Landini – webdiocesi