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Due belle e interessanti sorprese e due “postille” di precisazione…

Ieri sul Fatto (p. 10) invocazione di Daniele Bollea, che ricorda il babbo Giovanni (1913-2011), «padre italiano della neuropsichiatria infantile», la sua vita difficile e lunga con la totale volontà di aiutare i sofferenti a vivere meglio: «Bimbo che ancora non sei nato/ Che Dio ti mandi un padre come il mio/ nato col sogno di far felice il mondo…». Conobbi Bollea padre in anni lontani grazie alla moglie Renata: si diceva “non credente”, ma certo il Dio rivelato e donato in Gesù crede e ama uomini come lui. Sul Corsera poi (pp. 30-31: «Il terzo polmone del Cristianesimo: la modernità della tradizione siriaca») Pietro Citati elogia la spiritualità siriaca di origine semita nelle opere di grandi padri come Efrem detto “il siro”, poeta di stupefacente ricchezza. Incantato dalla bellezza celestiale dei suoi versi, Citati scrive che «la mistica bizantina…accetta la divinizzazione dell’uomo», mentre purtroppo «l’occidente cattolico e latino l’ha quasi sempre profondamente rifiutata». L’entusiasmo trabocca e tradisce: quel «quasi» in realtà va riferito a giganti – teologi come Tommaso e santi mistici come le “due Terese” – Occidentali e cattolicissimi, che insegnano anche la «divinizzazione dell’umano».

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