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DON CIOTTI: VERITA' E GIUSTIZIA RENDONO LIBERI


Ma perché un sacerdote si impegna a combattere mafia e ndrangheta, a far sì che la legalità sia la regola di vita? Perché trionfi la giustizia; perché ci sia rispetto per l’uomo, perché la sopraffazione finisca e i diritti di ciascuno siano riconosciuti. A don Ciotti questo input è arrivato da due personaggi di formidabile statura: Giovanni Paolo II e il giudice Rosario Livatino e dal coraggio fino al sacrificio della vita di magistrati e appartenenti alle forze dell’ordine. Del Pontefice risuona ancora negli orecchi di tanti il terribile monito pronunciato nella valle dei Templi contro i mafiosi: verrà un giorno! – espressione che riecheggia una splendida e attualissima pagina manzoniana. Del giudice Livatino, contrassegnato da profonda spiritualità e fede, una pagina del suo diario: il Signore ci chiederà conto non se siamo stati credenti, ma credibili! Don Ciotti nel suo appassionato e coinvolgente discorso – una lezione magistrale, sottolineata da ripetuti applausi –, pronunciato nel pomeriggio di sabato 27 febbraio nel Teatro Asioli gremito, alla presenza di studenti, insegnanti, dirigenti scolastici, autorità civili e militari ha messo in evidenza il suo essere sacerdote e la traduzione del suo ministero nel servizio a chi è vittima di ndrangheta e mafia per dare speranza e ragione di vita soprattutto ai giovani. Ma senza fare sconti a nessuno, ha detto a chiare lettere, soprattutto agli studenti, che nessuno può derogare alla propria responsabilità, che non si può pretendere solo dalle istituzioni di intervenire; l’impegno compete a ciascuno e non può essere delegato.
Don Ciotti, un formidabile testimone, che “si sporca le mani” impegnandosi senza sosta in prima persona: questa sua lezione – e mai come oggi c’è bisogno di efficaci testimonianze di chi opera sul campo con tanta abnegazione – l’hanno ben capita i tanti presenti e soprattutto i ragazzi che hanno voluto stringersi attorno a questo sacerdote così carismatico.
La manifestazione, aperta dal presidente del consiglio comunale Dino Storchi e dalla prof. Arianna Tegani, ha avuto il suo momento culmonante nella consegna da parte del sindaco di Correggio Marzio Iotti a don Ciotti della cittadinanza onoraria deliberata all’unanimità dal consesso civico correggese.
                                                                                              
Giuseppe Adriano Rossi – web diocesi