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Dischi Sacra: Kaija Saariaho esplora il percorso di Simone Weil verso l’Assoluto

È una lunga meditazione sul mistero della vita e della morte l’oratorio La Passion de Simone che la compositrice finlandese Kaija Saariaho (classe 1952) ha dedicato alla figura di Simone Weil (1909-1943), filosofa, scrittrice e mistica francese (di origine ebraica) che a soli 34 anni si è lasciata morire di stenti in un ospedale di Londra, come estremo gesto di rifiuto e come atto di condivisione verso tutti i bambini malnutriti e i prigionieri reclusi nei campi di concentramento, vittime innocenti degli orrori perpetrati dalla Seconda guerra mondiale.
Si tratta di una partitura estremamente densa e complessa, sintesi artistica in cui denuncia sociale, pensiero assoluto e riflessioni spirituali confluiscono in un linguaggio che presenta connotazioni di intensa drammaticità e lontane reminiscenze con l’universo musicale del sommo Messiaen. L’organico prevede una voce solista, coro, orchestra e inserti di “live electronics” (con le registrazioni audio di alcune citazioni tratte dai testi della Weil), mentre la struttura si articola in quindici stazioni fortemente ancorate alla tradizionale impronta formale della Passione, che intendono ripercorrere idealmente le tappe compiute di Gesù lungo la via del Calvario.
Accompagnata dalla Finnish Radio Symphony Orchestra e dal Tapiola Chamber Choir diretti da Esa-Pekka Salonen, il soprano Dawn Upshaw è la protagonista assoluta della registrazione della Passion de Simone realizzata dal vivo – in forma scenica, per la regia di Peter Sellars – nell’ottobre 2012 a Helsinki (Super Audio Cd pubblicato da Ondine e distribuito da Ducale). Chiamata a ricoprire il ruolo centrale di voce narrante/cantante, è proprio lei il vero e proprio cuore pulsante delle meditazioni in musica elaborate dalla Saariaho sul libretto adattato dallo scrittore libanese Amin Maalouf; ed è grazie alle sue doti canore e alla sua naturalezza espressiva che la Upshaw riesce a ricomporre sotto il sigillo della sua forte personalità di interprete le trame narrative e sonore molto spesso frammentarie e poco incisive della partitura, che non rendono sempre conto della profondità dell’anelito di pace e giustizia di un’anima fortemente inquieta e in perenne ricerca di compimento come quella della Weil.

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