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Dischi sacra: Il «Kaiser Requiem» di Joseph Fux e i drappeggi sonori del barocco

Per quasi 40 anni compositore di corte e Kapellmeister presso la Casa Imperiale Asburgica, Johann Joseph Fux (1660-1741) ha rappresentato una delle voci più autorevoli e significative (nonché oggi dimenticate) attive in epoca barocca.
Affermato teorico (è suo il celebre trattato sull’arte del contrappunto Gradus ad Parnassum) nonché prolifico autore di musica vocale e strumentale, per il teatro e per la chiesa, nel 1720 il maestro austriaco scrisse il cosiddetto Kaiser Requiem a 5 voci per i funerali dell’imperatrice Eleonora (moglie di Leopoldo I); si tratta di un’opera di concezione e dimensioni imponenti, divenuta ben presto uno dei punti fermi del repertorio sacro nella vita musicale viennese del tempo – e un appuntamento fisso durante la celebrazione delle esequie di diversi membri della famiglia imperiale – in cui Fux è riuscito a dare vita a una sintesi vincente, combinando tra loro elementi del passato e di un presente carico di novità, alla luce di uno stylus mixtus dove convivono i dettami dell’antica tradizione polifonica e le “moderne” istanze della musica sacra concertante.
È proprio questo l’ambito di riferimento sopra cui si gioca la nuova avventura interpretativa che segna il gradito ritorno discografico di Roland Wilson con gli ensemble Musica Fiata e La Capella Ducale, affiancati da un cast di cantanti solisti composto dai soprani Monika Mauch e Constanze Backes, il controtenore Alexander Schneider, il tenore Markus Brutscher e il basso Harry van der Kamp (cd pubblicato da Deutsche Harmonia Mundi e distribuito da Sony). Una sfida che richiede doti non comuni di equilibrio espressivo e narrativo, considerata la molteplicità di registri attraverso cui il Requiem Imperiale si sviluppa in una continua varietà ritmica e timbrica, di combinazioni vocali e strumentali, tra gli accenti melodrammatici del Dies Irae e i policromi drappeggi sonori del Miserere (aggiunto da Wilson come complemento ideale della partitura); o ancora nelle brevi e accorate invocazioni finali dell’Agnus Dei che, accompagnando verso l’eterno riposo le teste coronate di uno dei reami più ricchi e potenti del mondo, riaccendono la speranza universale di chiunque si rivolga al Signore confidando nella sua infinita misericordia.

avvenire.it