Crea sito

Dischi Sacra: così i maestri dell’Italia barocca illuminavano l’Ufficio delle Tenebre

Basta davvero poco all’ensemble In Musica Veritas per definire con precisione e autorevolezza la propria identità artistica; il suono antico di un organo, di un cornetto, di un trombone e la voce profonda del mezzosoprano Alice Habellion sono infatti sufficienti per impaginare un programma estremamente affascinante che offre un duplice spunto d’interesse: il disco intitolato Leçons de Ténèbres porta in primo piano da un lato uno dei riti liturgici più intensi e suggestivi del tempo quaresimale come l’Ufficio delle Tenebre e dall’altro il valore di un repertorio sacro stilisticamente vario e composito come quello riconducibile ad alcuni compositori attivi nella nostra penisola intorno al XVII secolo, sconosciuti ai più ma che testimoniano del livello generale di eccellenza assoluta raggiunto dall’establishment musicale italiano lungo tutto il corso del Seicento (cd pubblicato da Ad Vitam e distribuito da Ducale).
Si tratta di un progetto che intende appunto accompagnare simbolicamente il passaggio dalle “tenebre” provocate dalla morte di Cristo sulla Croce alla luce della Resurrezione attraverso una successione di brani strumentali che fungono da introduzione agli spazi di riflessione e di raccoglimento aperti dai Salmi e dai mottetti intonati in occasione dei “Notturni” durante il Triduo pasquale.
Il baricentro artistico ed espressivo del disco è rappresentato dai Responsori per la Settimana Santa di Lodovico Grossi da Viadana (ca. 1560-1627), affreschi di grande potenza evocativa che trovano una cassa di risonanza ideale nel lungo percorso di meditazione articolato attraverso il Christus factus est di Giovanni Matteo Asola (1524-1609), i trepidanti chiaroscuri dell’O vos omnes di Giovanni Paolo Cima (ca. 1570-1622), il commoventePianto della Madonna di Giovanni Felice Sances (ca. 1600-1679) – elaborato sul testo della sequenza delloStabat Mater attribuito a Jacopone da Todi – e chiuso dall’adattamento a voce sola del brano Maria Magdalena, dato alle stampe nel 1608 da Gerolamo Ballione; e nella duplice prospettiva – fisica e metafisica – di questo cammino musicale sulle orme dei grandi maestri del passato si celebra la memoria viva della Passione di Gesù e della sua vittoria definitiva sulle forze del male.

avvenire.it