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«Dibattito delle idee», che però zoppicano nel vuoto dei pregiudizi

“Corsera” (La Lettura, 18/7, «Dibattito delle idee», intera p. 5). Marco Ventura su «La rete della fede», con domanda-riassunto: «Le incisioni rupestri hanno prodotto gli dei propizi alla caccia, il canto di Omero ha prodotto l’Olimpo, la nascita della scrittura ha prodotto la Bibbia e i grandi monoteismi. Quale religione nascerà dagli algoritmi?». Tre foto e sommario: «Sconvolto il presepio e l’antico pantheon romano. Il rito si smaterializza, la comunità è “portatile”». Sicuro: arriva la «Spiritualità digitale» in collana «Spiritualità senza Dio» con citazioni di vari autori affini. Serve una «rifondazione telematica di Dio», quello finora noto è fallito e «la nuova religione è connessione» e, dunque, «ci connettono al trascendente, gli algoritmi, a modo loro». Leggi, ma con due semplici domande. 1: chi ha prodotto chi? Furono le incisioni, l’Iliade e gli Scritti a produrre le religioni, o viceversa? 2: vista la cordiale antipatia che Ventura manifesta sempre per la religione cristiana e cattolica, il suo non sarà un caso di lancio della stampella oltre l’ostacolo – alla Enrico Toti – per fingere di non zoppicare più? «Dibattito delle idee»… Mah, forse certe idee “si dibattono” nel vuoto.

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