Crea sito

Desiderare anche senza poter vedere. Il Vangelo della XV Domenica del Tempo ordinario (Matteo 13, 1-23)

cq5dam.thumbnail.cropped.500.281.jpeg

«Beati i vostri occhi perché vedono… In verità io vi dico: molti profeti e molti giusti hanno desiderato vedere ciò che voi guardate, ma non lo videro!».

Istintivamente si pensa che tale frase significhi: “A voi è andata meglio che a loro!” — ma a che serve dirlo?

Eppure l’espressione: «In verità io vi dico» segnala una rivelazione importante.

Profeti e giusti hanno desiderato vedere quel che voi vedete: voi vedete quel che loro hanno desiderato.

Se non lo avessero desiderato, voi non lo vedreste.

Ogni generazione deve desiderare qualcosa che non deve vedere, perché spetta alla generazione successiva. Molti profeti e giusti hanno desiderato vedere la Chiesa del Vaticano II, e noi la stiamo vedendo perché loro lo hanno desiderato. Il nostro possesso è frutto della loro aspirazione.

È la storia dei Padri che videro i beni promessi e li salutarono solo da lontano (cfr. Eb 11, 13), come Mosé che vide la terra promessa ma non vi entrò, perché spettava a Giosuè — che in Ebraico è lo stesso nome di Gesù.

È nota essenziale della paternità il preparare il meglio per i propri figli e non esaurire tutto nella propria vita.

Non si può vivere sbranando all’osso l’esistenza, perché c’è una vita che è più importante della propria: quella dei figli, quella della generazione a venire. Se lavoro per il presente, senza mettere da parte per quel che verrà, sono uno stolto che non ha capito la grandezza delle cose.

È bello fare qualcosa di grande ma è ancor più bello vedere i propri figli, nella carne o nella fede, diventare grandi e fare quello a cui noi non possiamo e non dobbiamo arrivare.

Si può vivere solo per sé stessi, ma è una vita stolida, da superficiali.

Siamo così estemporanei!… Prima di arrivare al Padre, vale la pena di desiderare fino al dolore a favore della prossima generazione.

Ci sono anziani che vivono come se tutto finisse con loro.

E ci sono quelli che pongono le basi, fanno da fondamento, sperano contro ogni speranza e desiderano cose grandi. I loro figli vedranno il Messia.

di Fabio Rosini / Osservatore Romano