Decreto. Sarà beato Tavares de Lima, il parroco che aiutava gli immigrati italiani

Sarà beato. Padre Tavares de Lima

Avvenire

Il Brasile avrà presto un nuovo beato: il sacerdote Donizetti Tavares de Lima (1882-1961), parroco degli ultimivissuto nello Stato di San Paolo. Nell’udienza concessa sabato al cardinale Angelo Becciu, prefetto della Congregazione delle cause dei santi, papa Francesco ha autorizzato la promulgazione del decreto che riconosce un miracolo avvenuto attraverso la sua intercessione, assieme ad altri sette decreti sulle virtù eroiche di altrettanti servi di Dio che da ieri sono venerabili.

Aveva ereditato dalla passione paterna per la lirica il nome di Donizetti, padre Tavares de Lima: ordinato sacerdote nel 1908, l’anno successivo fu nominato parroco di Vargem Grande do Sul. Visse il suo ministero con una grande predilezione per i poveri, di cui difendeva i diritti attirandosi gli strali dei benestanti.

Era molto vicino anche agli immigrati italiani giunti in Brasile in cerca di migliori condizioni di vita e che invece incontravano le prepotenze e il razzismo dei ricchi proprietari terrieri. Nel 1926 fu trasferito come parroco della chiesa di Sant’Antonio a Tambaú che guidò con lo stesso stile. I poveri accorrevano da lui anche per la sua fama di taumaturgo, ma lui faceva di tutto per spegnerla. Morì nel 1961 in fama di santità.

Il Brasile ricorre anche nelle storie di due dei nuovi venerabili: originario della Toscana ma per oltre sessant’anni missionario a Recife era fra’ Damiano da Bozzano, frate cappuccino conosciuto con il nome di frei Damiao (1898-1997). Anche lui ha vissuto per tanti anni accanto agli ultimi del Nord-Est, la regione più povera del Brasile. L’affetto della gente nei suoi confronti era così grande che quando morì – sulla soglia dei cent’anni – l’allora presidente della Repubblica brasiliana Fernando Henrique Cardoso proclamò tre giorni di lutto nazionale.

Giovanissimo invece l’altro nuovo venerabile brasiliano, il piccolo Nelson Santana (1955-1964), morto a soli 9 anni per un osteosarcoma. Visse la sua sofferenza con una fede straordinaria per la sua età: il dolore – diceva – è importante per aumentare il vero amore.

Alla malattia è legata anche la storia di santità di Gaetana Tolomeo (1936-1997), laica catanzarese: resa immobile per 60 anni da una paralisi, Nuccia – come la chiamava chi l’ha conosciuta – ha trasformato la sua sofferenza in preghiera e sostegno per quanti si recavano a visitarla. Scriveva: «La tua potenza d’amore, Signore, trasformi il mio lamento in gioia perenne: un inno alla vita, che vinca la morte e sia messaggio di speranza per molte anime tristi».

Gli altri servi di Dio per i quali papa Francesco ha autorizzato la promulgazione del decreto sulle virtù eroiche:

il romagnolo don Carlo Cavina (1820-1880) fondatore della Congregazione delle Figlie di San Francesco di Sales;

il frate cappuccino molisano Raffaele da Sant’Elia a Pianisi (1816-1901);

la monaca piemontese Consolata Betrone (1903-1946) delle Clarisse Cappuccine;

il francese Vittorino Nymphas Arnaud Pagés (1885-1966) dell’Istituto dei Fratelli delle Scuole Cristiane, che fu missionario a Porto Rico.

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