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Crollate le torri si ricostruiscono ponti

 Il film fuori concorso “Il fondamentalista riluttante” della regista indiana Mira Nair ha aperto la mostra del cinema a Venezia

Crollate le torri si ricostruiscono ponti

di Luca Pellegrini

Sognare l’America nel momento sbagliato, coronare il successo inseguito da anni proprio l’11 settembre 2001: è quanto accade a Changez, il protagonista pakistano del romanzo di grande successo di Moshin Amid Il fondamentalista riluttante, da cui la regista indiana Mira Nair ha tratto il film che ha inaugurato la Mostra del cinema di Venezia.
Con le torri crollano quella mattina le certezze e le protervie del mondo e crollano anche le sue. Poi il senso di alienazione e sospetto che invade gli Stati Uniti e lo circonda gli fanno lambire, pur se riluttante, i territori della violenza, dello scontro.
Non è certo il primo film su quella tragedia, ma la prospettiva è nuova e interessante e sono non tanto audaci, quanto rigorosamente nobili, le motivazioni che hanno fatto decidere alla regista l’urgenza di girarlo. “Ho voluto così intraprendere un percorso di guarigione e di riconciliazione – ha confessato – per superare la miopia che avvolge i nostri tempi, per riannodare un dialogo tra Oriente e Occidente, tra mondo islamico e Stati Uniti d’America, che da quel giorno è ancora drammaticamente interrotto. Il film e il romanzo da cui è tratto dicono chiaramente che esiste una fraternità, una conoscenza reciproca che possono, se lo vogliamo, sanare la malattia che ha colpito la nostra società”.

(©L’Osservatore Romano 31agosto 2012)