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Corti circuiti: cervelli lucidi in irresistibili “agonie”

Immediate “agonie”, cioè lotte: basta un niente e anche cervelli lucidissimi subito all’ultimo sangue. A Parigi nella Messa a Notre Dame per l’Assunzione di Maria si è pregato invocando testualmente che «bambini e giovani cessino di essere oggetto dei desideri e dei conflitti degli adulti per godere pienamente dell’amore di un padre e di una madre». Ebbene: qui da noi – già visto – subito altissimi “strilli”: nevrosi di perpetua “agonia”. Ieri però sul “Fatto” Furio Colombo, che di cervello lucido, tra Usa e Italia, ha saputo anche mostrarne, scende in campo in “agonia” totale fin dal titolo: «La guerra omofobica del cardinale di Parigi». Per lui – forse con singolare inversione di giudizio – il cardinale di Parigi «sembra aver perso la testa contro un mite socialista moderato… insediato all’Eliseo»! E giù un’altra colonna di indignazione eccitata. Rileggi l’intenzione di preghiera, ricordi che veniva subito dopo un’altra che pregava proprio per i governanti, annoti – ieri in altro contesto lo faceva anche “Il Messaggero” (p. 8) – che già San Paolo incitava i cristiani a questa preghiera e ti chiedi da dove venga questa voglia d'”agonia” senza scampo. Forse da un’antireligione di principio, irriducibile e diffusa. E così sempre ieri (“Repubblica”, p. 42 intera) ampie tracce in un colloquio tra Natalia Aspesi e Marco Bellocchio e sul “Fatto” (p. 6) in un demenzialmente triste boxino di Gianni Boncompagni – «Il triangolo di Dio» – doppiato (p. 18) da Marco Politi sempre in tema di pretesa omofobia. E già: siamo messi così, da noi: maluccio. A proposito ieri ancora “Repubblica” p. 15 intera da una nota rivista: «Obama-Romney, sfida sulla fede». Sette domande e sette risposte tranquille su Dio, la religione e la vita, personale e pubblica. Roba simile da noi? Sarebbe “agonia” universale!

a cura di Gianni Gennari – avvenire.it