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Continua la violenza in Siria

Damasco, 14. Il segretario alla Difesa americano, Leon Panetta, ha firmato gli ordini che autorizzano ufficialmente l’invio di due batterie di missili anti-missile Patriot e di circa quattrocento militari statunitensi in Turchia. L’obiettivo è che Ankara possa difendersi da eventuali attacchi provenienti dalla Siria, dispiegando i missili lungo i novecento chilometri di frontiera comune. Lo riferisce il quotidiano “The New York Times”, secondo cui in totale saranno sei le batterie di Patriot messe a disposizione delle autorità turche, tutte sotto comando Nato: due dagli Stati Uniti, due dalla Germania e due dai Paesi Bassi. Saranno operative dalla fine di gennaio.

“Penso che il Governo di Damasco si avvicini al collasso” ha detto ieri il segretario generale della Nato, Anders Fogh Rasmussen, a margine dell’incontro con il premier olandese Mark Rutte, al quartier generale dell’Alleanza atlantica a Bruxelles. “Credo sia solo una questione di tempo” ha aggiunto. “Invito il regime a porre fine alle violenze e a comprendere la situazione”. A queste dichiarazioni si è unito oggi, in apertura del Consiglio europeo, il presidente francese, François Hollande, per il quale in Siria “la guerra volge a svantaggio di Assad” e “l’obiettivo è di farlo andare via al più presto”. Intanto, le violenze sul terreno proseguono. Due autobomba sono esplose ieri vicino a Damasco, provocando una trentina di morti.

osservatore romano