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Commento alle Letture di oggi Passione del Signore: di don Fabrizio Crotti

Proprio nel racconto della passione trova risposta la domanda fondamentale -chi è Gesù?- che attraversa tutto il vangelo di Mc.

Nella passione si svela il mistero: Gesù è vero uomo e vero Dio. L’affermazione del centurione -un pagano- che lo vede morire ‘così’ (15,39) è il simbolo del cammino dall’incredulità alla professione di fede che ognuno di noi è chiamato a fare, contemplando il crocefisso. La narrazione è sobria, incisiva: parlano gli eventi mentre il Protagonista tace. L’irrisione che colpisce ogni aspetto della sua missione (14,65; 15,29) non trova risposta. Vero uomo, nel Getsemani (14,33-35) cade a terra pregando; in un gesto di supplica ed abbandono. Vero Figlio di Dio può invocare Dio l’Altissimo, con l’appellativo: Abbà… Dopo la ripetuta preghiera, avviene, sofferta, la resa alla volontà del Padre (14,36).

Gesù è ormai pronto a consegnarsi nelle mani degli uomini. Davanti ad essi non ha altre parole se non quelle che dichiarano la sua identità, causando la condanna come bestemmiatore (14,61- 64) e sovversivo (15,2). Nel clamore delle molte voci che accusano, scherniscono, rinnegano, urlano il crucifige! Più alto e impressionante è il silenzio di Gesù, che nell’ora estrema, diviene forte grido, preghiera accorata al Padre (15,34), consegna totale (15,37). Il Figlio di Dio varca le soglie della morte.

di Don Fabrizio Crotti