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Click to Pray, l’App che aiuta a pregare col Papa

Una nuova versione della piattaforma digitale “Click to Pray – Clicca per pregare”. È l’iniziativa che l’Apostolato della preghiera, la Rete mondiale di preghiera del Papa affidata ai Gesuiti, presenta alla Radio Vaticana venerdì prossimo, in occasione dell’evento “24 ore per il Signore”, con la celebrazione penitenziale presieduta dal Pontefice in San Pietro. “Click to Pray” è una rinnovata App, già operativa, per pregare secondo le intenzioni di preghiera mensili del Santo Padre, elaborata in collaborazione con l’agenzia La Machi. Dal mese di gennaio, lo ricordiamo, Francesco affida tali intenzioni ad un apposito videomessaggio, realizzato col contributo del Centro Televisivo Vaticano. Della App parla in anteprima il padre gesuita Frédéric Fornos, direttore internazionale dell’Apostolato della preghiera e del suo ramo giovanile, il Movimento eucaristico giovanile, intervistato da Giada Aquilino.

R. – All’inizio si trattava di una iniziativa indirizzata ai giovani dell’Apostolato della preghiera del Portogallo, che ha ricevuto più di 80 mila adesioni per questa applicazione. Poi, durante la preparazione del Giubileo della Misericordia, nel quale – come sappiamo – si chiede ai pellegrini di pregare per le intenzioni del Santo Padre, abbiamo pensato di trasformarla in una applicazione internazionale per la rete mondiale di preghiera del Papa, così da aiutare i pellegrini a pregare con il Pontefice per le grandi sfide dell’umanità e della missione della Chiesa, in quest’Anno della Misericordia. Prima quindi era per i giovani, adesso è per tutti, essendo orientata alle sfide dell’umanità e della missione della Chiesa che Papa Francesco ci affida ogni mese.

D. – Come, di fatto, verrà usata dai fedeli e dagli utenti dei social network?

R. – Non è unicamente un’applicazione per iPhone, Android o Windows Phone, ma anche per Facebook, Twitter, Youtube. Avrà una newsletter ed anche un blog. Per il momento sarà in portoghese, spagnolo, francese ed inglese, ma stiamo già pensando per l’anno prossimo – grazie all’aiuto ad esempio dell’Apostolato della preghiera Italia – di renderla disponibile anche in italiano. E poi in cinese, indonesiano, coreano e probabilmente anche in altre lingue.

D. – Cosa ci sarà propriamente su questa App? Come i fedeli verranno aiutati a pregare?

R. – Ci saranno varie cose. La prima – quella essenziale – è rappresentata dalle intenzioni di preghiera del Papa: quindi la preghiera universale e la preghiera per l’evangelizzazione. Ci sarà la possibilità di pregare per tre volte al giorno: la mattina con Gesù, per disporre la nostra vita nel Signore e in comunione con tutta la Chiesa; a mezzogiorno, poi, una piccola preghiera per essere più aperti allo Spirito Santo; e al finire del giorno per guardare con il Signore come siamo stati disponibili alla missione di Cristo. Quotidianamente, inoltre, si può avere una notifica per ricordare che è l’ora della preghiera, che è il momento per stare in comunione con tutta la Chiesa e per pregare per le sfide tanto importanti evidenziate da Papa Francesco. C’è inoltre la possibilità di poter scrivere la propria preghiera, la propria intenzione: si può chiedere quindi ad altri di pregare con noi, per le preoccupazioni che possiamo avere. C’è infine anche la possibilità di poter ricevere dei commenti sulla via del cuore e sulla via spirituale proposte dall’Apostolato della preghiera per essere più vicini al cuore di Gesù, pregando per l’umanità.

D. – L’intenzione di preghiera di marzo riguarda le famiglie in difficoltà e i cristiani discriminati o perseguitati. Come si traduce sulla App?

R. – Ogni giorno ci sono tre momenti in cui si possono ricevere tre possibilità di preghiera per questa specifica intenzione, attraverso una citazione biblica, attraverso un esercizio per la nostra vita, per esempio pensando alle famiglie in difficoltà che si conoscono. Ogni giorno è una finestra aperta sul mondo.

D. – Il lancio avviene per le “24 ore per il Signore”, con la celebrazione penitenziale del Papa in San Pietro. L’anno scorso, in questa occasione, annunciò il Giubileo della Misericordia. Il Pontefice è stato informato di questa iniziativa? Quale incitamento avete ricevuto?

R. – Gli abbiamo presentato questo progetto con il Movimento eucaristico giovanile, durante una udienza in agosto, affinché potesse conoscere questa applicazione con la quale i giovani e non solo possono pregare con lui ed uscire dall’indifferenza nella quale si può entrare molto facilmente, aprendo così il cuore alle sfide dell’umanità. Sembrava molto contento di questa applicazione, proprio perché permette alle persone che lo desiderano di pregare più facilmente in comunione con le preoccupazioni che ha per il mondo e per la Chiesa. Ha detto che era molto contento di questa applicazione, che ci appoggiava e ci incoraggiava a continuare così. In una occasione successiva, il preposito generale della Compagnia di Gesù, il padre Adolfo Nicolás, ha parlato con Papa Francesco di questo progetto: il Papa gli ha confermato di essere molto contento della rifondazione, della ricreazione della Rete mondiale dell’Apostolato di preghiera e del fatto che potesse aiutare, in questo Anno della Misericordia, a pregare in comunione con lui.

D. – Il Papa, nel messaggio per la Giornata delle Comunicazioni Sociali del 2016, sottolinea come la comunicazione abbia “il potere di creare ponti” tra le persone e tra i popoli, anche nell’ambiente digitale. Qual è il contributo della App?

R. – È una App in relazione con la Rete mondiale di preghiera, attiva in tutti i continenti: siamo presenti in quasi 100 Paesi del mondo, in tutte le culture, per pregare insieme per la missione della Chiesa.

Radio Vaticana