Crea sito

Cineweekend slow ma non troppo

Chi ama le commedie romantiche dai colori pastello e il sapore vintage, non può perdere quella diretta dal francese Regis Roinsard, Tutti pazzi per Rose, ambientata nella Normandia del 1958. Qui incontriamo la giovane protagonista il cui destino sembra già segnato: matrimonio con il figlio del proprietario di un’autofficina e vita da casalinga. Ma Rose ha un sogno, quello di fare la segretaria, e un dono, quello di saper battere sui tasti con incredibile velocità. Le manca la tecnica, però, ed è per questo che Louis Echard, affascinante titolare di un’agenzia di assicurazioni, prima la assume, poi la allena in vista di una prestigiosa gara riservata alle dattilografe. Sboccerà anche l’amore di sbocciare, sulla scia di Audrey Hepburn in Cenerentola a Parigi. Come suggerisce il titolo stesso Slow Food Story, documentario firmato da Stefano Sardo, ripercorre la storia del movimento fondato da Carlin Petrini come resistenza al fast food e diffuso ormai in 150 paesi. Raccontando le vicende di un gruppo di amici di provincia tra vino, buon cibo, passioni politiche e riti contadini, il film mostra come questa scommessa culturale nasca da un rapporto diretto con il piacere della vita e come negli ultimi 60 anni siano cambiate le politiche dell’agroalimentare scatenando dibattiti sempre più urgenti e attuali.
Con Una notte da leoni 3 di Todd Phillips si conclude la trilogia dedicata ai quattro amici abilissimi nel cacciarsi nei guai alla vigilia di ogni matrimonio. Questa volta il film, che devia su strade non del tutto battute dai primi due capitoli, segue le disavventure del quartetto costretto a subire le conseguenze dei pasticci combinati prima a Las Vegas e poi a Bangkok. Ma le idee ormai, come le risate, sono poche e la commedia procede priva di invenzioni verso un finale senza fuochi d’artificio. Fischiato al Festival di Cannes arriva in sala il violentissimoSolo Dio perdona di Nicolas Winding Refn in cui un giovane spacciatore viene spinto dalla madre, capo di una potente organizzazione criminale, a vendicare la morte del fratello, ucciso dal padre della ragazza da lui assassinata. Zeppo di citazioni, il film cerca una raffinatezza espressiva che diventa di maniera e si perde nella contemplazione del fascino di gesti gratuitamente efferati. A dir poco bizzarro, forse troppo ambizioso, intriso di follia, surreale, ma dotato di una cifra stilistica assai personale, Ti ho cercata in tutti i necrologi di Giancarlo Giannini è infine la storia di un uomo che, per pagare debiti di gioco, accetta di diventare per venti minti oggetto di una caccia all’uomo.

avvenire.it