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Chiesa in cammino, Italia no tra veleni e lezioni ignoranti

All’Italia politica visibilmente paralizzata dall’interno, questa Chiesa cattolica, pur detta “in crisi” epocale e senza uscita, dà lezione di “democrazia” effettiva. Così ieri il libero voto dei «fratelli cardinali» costringe “Repubblica” a questa apertura: «Il Papa: così la Chiesa ripartirà»! Stessa pagina: due interventi, con la sicurezza che di cose viste solo da lontano parlano come fossero note più di ogni altra. Eugenio Scalfari – pp. 1 e 43:«Un prete di strada» – racconta al lettore gli ultimi tre Papi; mescola sue informazioni da retroscena politico su due cardinali (Ruini e Martini) che suonano sballate come quelle sulla presidenza della Cei, e trova il modo per – vizio comune – vantarsi di aver previsto tutto. Per sovrappiù dà il 1868 come data del Vaticano I sulla “infallibilità” (invece fu il 1870) e profetizza l’irrecuperabile crisi della fede nei Paesi sviluppati, mentre «in Sudamerica e nelle comunità africane, terre di povertà e di esclusi» il successo sarebbe garantito all’insegna, ora, con papa Francesco, della caduta dei valori non negoziabili (difesa della vita e della famiglia su tutti). Sa poco, anzi niente, delle “battaglie” di Jorge Mario Bergoglio, ma ovviamente ne scrive… Strana e suggestiva segue (pp. 1 e p. 42) la tirata di Adriano Sofri, che dopo aver descritto le miserie dell’emigrazione italiana in Argentina, pare stupirsi perché il nuovo Papa è un prete che «si preoccupa proprio dei poveri, non solo dei poveri di spirito». Spiritoso, lui? No, e infatti, dopo qualche pensiero interessante, dedica non poche righe a un vile ritornello di ignominiose calunnie contro il nuovo Papa, smentite da anni anche in Tribunale (ieri p. 9 di “Avvenire”) come ribadito, sempre ieri, nel briefing in Sala Stampa, e ancora una volta non solo dal Nobel per la Pace Perez Esquivel, ma persino da uno dei due preti indicati come “vittime”. Che dire? Si può pensare che Sofri dovrebbe aver appreso di persona a maneggiare con più cura accuse, calunnie… Ma sembra che così non sia, quando si tratta di altri, e non teme di sparare anche fuori bersaglio. La sua non pare una bella lezione.

avvenire.it