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Chi non si preoccupa di verificare la realtà dei fatti. E in ogni caso non sa cosa sia la libertà di scegliere

Il forcone sulla Jaguar

È lecito che il leader dei “forconi” viaggi in Jaguar? La questione non è di esiziale importanza, ma fotografa un modo di pensare dilagante. Riassumendo: ad una delle manifestazioni di piazza di settimana scorsa a Genova, Danilo Calvani arriva sul sedile posteriore di un’auto ritenuta di lusso, sceso dalla quale arringa la folla di disoccupati e cassintegrati contro la politica e la crisi economica.
Molti organi d’informazione hanno sottolinenato con velenosa evidenza un’apparente contraddizione in termini. Poco importa che la Jaguar dello scandalo fosse a metano, “anziana” al punto di valere meno di un’utilitaria e (soprattutto) non di proprietà del suddetto “capo forcone”. Quel che conta è che un presunto rivoluzionario su un’auto dal marchio prestigioso è considerato già di per sè uno scandalo, una vergogna. Soprattutto da chi non si preoccupa di verificare la realtà dei fatti. E in ogni caso non sa cosa sia la libertà di scegliere.