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Cermis, motoslitta nel dirupo: sei morti e due feriti gravi

Una motoslitta con rimorchio si ribalta sul Cermis. 6 le vittime, altri due occupanti della motoslitta restano feriti in modo grave. Il veicolo si è ribaltato, probabilmente per l’alta velocità e le condizioni della pista. Le vittime – quattro uomini e due donne – sono precipitate in un dirupo profondo 100 metri, oltre la rete di recinzione. Si tratterebbe di turisti dell’est europeo, russi o polacchi. I feriti, di cui uno molto grave, sono stati trasportati con un elicottero dell’esercito giunto da Bolzano, uno all’ospedale di Cavalese, l’altro al S.Chiara di Trento. Le ricerche sono state rese ancora più complesse, oltre che dal buio, anche dal fatto che le vittime sono finite oltre il limite della pista, dove non c’è neve ma solo rocce e bosco fitto. L’incidente è avvenuto intorno ai duemila metri di quota. Gli otto turisti si trasferivano dalla località Alberghi a Doss dei Laresi. La motoslitta viaggiava sul tracciato di una pista nera, ovviamente chiusa di notte, mentre poco più in basso si trova una pista rossa illuminata, fruibile dagli sciatori in notturna.

Proprio le piste del Cermis dovrebbero essere protagoniste domenica della tappa finale di una nota gara di sci, il Tour de Ski. L’incidente è avvenuto intorno ai duemila metri di quota dopo le 22, tra la località Alberghi e il Doss dei Laresi. Il gruppo di turisti, provenienti dall’Europa dell’Est – russi o polacchi, secondo le prime informazioni ancora da confermare – viaggiava su di una motoslitta con rimorchio. Sembra abbiano percorso nel buio una pista ‘nera’, chiamata Olimpia 2, finendo ribaltati lungo il bordo della pista, sfondando le reti di protezione e cadendo in una scarpata per cento metri.

Le ricerche e i soccorsi sono stati effettuati dal Soccorso alpino della Val di Fiemme, inizialmente con 14 uomini e cani da ricerca, cui si sono aggiunti via via rinforzi assieme a vigili del fuoco di Cavalese, operatori degli impianti di risalita e del 118. Gli elicotteri di emergenza non hanno invece potuto alzarsi in volo a causa dell’oscurità. L’ipotesi è che i turisti, di cui le località sciistiche del Cermis sono affollate in queste vacanze tra Natale e anno nuovo, avessero trascorso la serata in uno dei rifugi o ristoranti in quota, per fare poi ritorno in albergo a tarda sera. Sono stati probabilmente traditi dal buio della pista, mentre poco più in basso si trovava una pista ‘rossa’ illuminata, autorizzata quindi ad essere percorsa anche in notturna. Le ricerche di alcuni di loro sono state rese ancora più complesse, oltre che dal buio, anche dal fatto di essere finiti oltre il limite della pista, dove non c’é neve ma solo rocce e bosco fitto.
avvenire.it