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C’era una volta… E un mondo si spalanca

Arrivano in libreria nuove edizioni dei racconti della tradizione che non smettono mai di appassionare grandi e piccini

È come girare una chiave ed entrare in una stanza. C’era una volta è l’inizio di ogni fiaba, la chiave che apre quella porta che dalla realtà ci introduce in un tempo senza tempo e in un luogo imprecisato in cui possiamo sentirci a nostro agio. Una formula importante per segnare il passaggio, assicurarci che siamo dentro un mondo magico dove tutto è possibile: gli animali parlano, le zucche diventano carrozze, le fate provocano incantesimi, gli umani devono affrontare terribili pericoli e prove difficili. Intanto la nostra immaginazione può volare, sentiremo un brivido, staremo in tensione per ciò che sta per succedere ma un’altra formula… e vissero felici e contenti, ci rassicura che la storia si concluderà bene. Questa però è solo una parte della straordinaria forza delle fiabe che continuano a regalarci una saggezza antica per aiutarci a conoscere chi siamo. Grazie alle voci di chi si ostina a volerle raccontare e anche agli editori che ne pubblicano – mai come quest’anno – nuove edizioni. Dopo tante scorpacciate di supereroi era ora.

Da bambina le fiabe le ha lette e rilette, da studiosa le ha analizzate sui testi originali, da zia le ha raccontate ai due nipotini e, infine, da scrittrice qual è, ne ha raccolte venti in un libro intitolato Ti racconto le fiabe, appena pubblicato da Giunti.

Non sono fiabe moderne, inventate oggi, quelle che Paola Zannoner – autrice tra le più affermate, Premio strega Ragazze e Ragazzi nel 2018 – ha riscritto con un linguaggio attuale adatto ai bambini di oggi, ma quelle classiche del nostro patrimonio popolare. «Storie provenienti da un mondo antico ma capaci di parlare anche a noi contemporanei, di raccontare il presente – spiega – perché mettono in scena l’esperienza e i sentimenti dell’umanità. Emozioni forti e contrastanti, come amore, rabbia, gelosia, comprensione, che impariamo a riconoscere nell’interpretazione dei protagonisti, nella sorellastra invidiosa, nel fratello sbruffone, nella matrigna cattiva o la suocera megera. Ci sono trame e figure ricorrenti, personaggi senza nomi ma con ruoli precisi, il re, la regina, la principessa, la contadina, il giovane povero che intraprende un cammino in cerca di fortuna. Si parte sempre da una situazione di svantaggio, le difficoltà della vita che si cerca di superare attraverso prove difficili e abilità del tutto umane e non quei superpoteri cui sono abituati oggi i bambini: l’intelligenza, l’arguzia, il buon cuore, la compassione, il coraggio». Infine, grande protagonista è la paura, impersonata da streghe spaventose, orchi e lupi ma anche dal bosco, il luogo in cui non si sa mai cosa può capitare: «Con un linguaggio chiaro e semplice la fiaba – conclude Zannoner – ci riporta a noi stessi, ci dice che il bene trionfa e la paura fa parte della vita e delle sue difficoltà, ma lì nel racconto possiamo guardala in faccia sapendo che con coraggio si può fronteggiarla».

Nate non come un genere per bambini e senza figure, le fiabe sono diventate solo in seguito un pozzo d’ispirazione per artisti e illustratori che ce le raccontano attraverso i loro occhi.

Non manca certo di spettacolarità questo albo firmato da Fabian Negrin , argentino, big dell’illustrazione contemporanea: Alfabetiere delle fiabe

(Giunti 18 euro) comprende ventisei grandi e raffinate tavole che accompagnano con un testo in perfetta rima altrettante fiabe tra le più popolari dall’A alla Z , da Aladino alla zucca di Cenerentola.

Direttamente dalla raccolta delle “Mille e una notte”, la bella scrittura contemporanea di Nadia Terranova incontra la forza delle illustrazioni di Lorenzo Mattotti in un Aladino e la lampada magica (Orecchio acerbo; 21 euro) dove la magia si mescola alla fortuna che sorride a chi sa usarla.

Ancora Orecchio acerbo con I tre porcellini che David Wiesner racconta con geniale anticonformismo: dagli agguati del lupo alla folle fuga dei maialini dentro e fuori le pagine dell’albo. E gran finale a sorpresa.

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