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Cei, Galantino nuovo segretario generale

«So quanto amate il vostro vescovo e so che non vi farà piacere che vi venga tolto, e vi capisco. Per questo ho voluto scrivervi direttamente come chiedendo il permesso». Così, con una lettera alla diocesi di Cassano all’Jonio, il papa Francesco annuncia la nomina del vescovo, Nunzio Galantino, a segretario generale a interim della Conferenza episcopale italiana. Il testo è stato letto in contemporanea in cattedrale e in sala stampa vaticana.

Galantino, però, almeno in una prima fase, non lascerà la diocesi. Ha, infatti, chiesto e ottenuto da Francesco di restare alla guida della sua diocesi calabrese, di cui è pastore dal marzo del 2012. Il neo segretario generale della Cei succede a Mariano Crociata, che ha ricoperto l’incarico dal 2008 e che a novembre è stato nominato dal Papa vescovo di Latina-Terracina-Sezze-Priverno.

«La nomina di un nuovo segretario generale della Cei si è resa urgente per il funzionamento ordinario della segreteria generale e per tutta una serie di adempimenti che ne richiedono la presenza», ha spiegato padre Federico Lombardi, direttore della sala stampa vaticana. «La nomina – ha precisato Lombardi – è ad interim: Galantino ha tutte le facoltà del segretario generale, ma per ora non è stato stabilito quanto durerà il suo mandato. Il vescovo dovrà trasferirsi a Roma per buona parte della settimana ma al momento rimane vescovo di Cassano allo Jonio».

Il nuovo segretario generale, Nunzio Galantino, è nato a Cerignola (Foggia) il 16 agosto 1948, è stato nominato vescovo il 9 dicembre 2011.

«Se penso a quanti, prima di me, hanno reso questo servizio – ha commentato Galantino dopo la lettura del messaggio papale – dico che c’è voluto un bel coraggio da parte del Papa a chiamarmi. Siccome però sono uno che si fida degli altri, sono certo che, sostenuto dal buon Dio, certo della fiducia di papa Francesco, accompagnato dalle tante persone che mi vogliono bene e alle quali voglio bene, posso intraprendere anche questa bella e impegnativa avventura in una Chiesa e per una Chiesa che amo».

avvenire.it