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CAUSA DI BEATIFICAZIONE E CANONIZZAZIONE del Servo di Dio don Alfonso Ugolini

 PROCESSO circa la vita, le virtù e la fama di santità in specie ed i fatti straordinari in genere

EDITTO Numerosi fedeli della nostra Diocesi di Reggio Emilia-Guastalla, in particolare della zona sassolese, mossi dalla fama per le virtù, la vita e il cuore generoso e autenticamente cristiano, del Servo di Dio don ALFONSO UGOLINI, si sono costituiti attore per la sua causa di Beatificazione e Canonizzazione. Esaminata attentamente la richiesta, avuto il parere favorevole dei Vescovi della Conferenza Episcopale Regionale dell’Emilia-Romagna in data 1 febbraio 2010, ed il Nulla-Osta della Congregazione delle Cause dei santi in data 12 marzo 2010 (Prot. N.2933-I/10), ho deciso di dare inizio al processo canonico circa la vita, le virtù e la fama di santità in specie e i fatti straordinari in genere del Servo di Dio don Alfonso Ugolini. Il Servo di Dio don Alfonso Ugolini nacque il 22 agosto 1908 a Thionville (Francia) da famiglia borghese caduta in miseria. La famiglia, probabilmente nel 1915, si trasferì a Sassuolo dove il Servo di Dio sarebbe vissuto per ben 84 anni. Terminate le scuole elementari, il Servo di Dio lavorò come garzone nelle mansioni più umili. Affidatosi alla direzione spirituale di don Giuseppe Zanichelli, arciprete di Sassuolo, cominciò una intensa vita spirituale: preghiera, meditazione, frequenza regolare ai sacramenti ed entrò nel movimento Scout. Verso i diciassette anni fu attaccato dalla tisi da cui guarì dopo una novena a Maria SS.ma. Assunto come aiuto sacrista nella chiesa parrocchiale di Sassuolo, cominciò un periodo fondamentale nella sua vita spirituale, svolgendo questo compito con fede, disponibilità, zelo; amato e conosciuto da tutti, ispirava fiducia e sapeva avvicinare i fedeli al sacerdote e al confessionale. Dunque già da allora esercitò un vero ministero di fatto, che in seguito sarebbe stato reso pieno dall’ordinazione presbiterale. Curò i giovani, in particolare i chierichetti. Divenne valido catechista ed esercitò questo ministero per più di vent’anni con lezioni frequentatissime dai bambini che ne uscivano ben preparati. La parrocchia era la sua casa e la sua famiglia. Apostolo della devozione alla Madonna, diffuse la venerazione alla Medaglia miracolosa e riuscì, grazie ad una vincita alla lotteria, ad edificare un piccolo santuario mariano. Nel maggio 1950, desideroso di consacrarsi più pienamente a Dio, entrò nell’Istituto secolare “Servi della Chiesa”, restando comunque sacrista in parrocchia. Fra le sue varie attività va ricordata la sua assidua partecipazione ai pellegrinaggi dell’U.N.I.T.A.L.S.I., di cui nel 1956 fondò la sottosezione di Sassuolo curando la formazione spirituale dei membri. Animato da profonda carità, si faceva spesso intermediario di pace fra le famiglie in lite, e cercava di provvedere ai bisogni dei poveri, in particolare agli immigrati che arrivavano a Sassuolo attirati dalla fiorente industria della ceramica senza essere adatti a svolgere questo tipo di lavoro. Per venire incontro alle nuove povertà il Servo di Dio istituì e sostenne il F.A.C. (Fraterno Aiuto Cristiano), coinvolgendovi numerosi collaboratori. Si stima che in quindici anni abbia operato interventi assistenziali per circa mezzo miliardo di lire. Di tutta questa attività caritativa, restano numerosi scritti a politici, professionisti, prelati ecc. Nel 1972 mons. Gilberto Baroni, vescovo di Reggio Emilia, spronato da alcuni sacerdoti che stimavano il Servo di Dio, lo esortò ad abbracciare il sacerdozio. Considerata anche la preparazione maturata in tanti anni di servizio alla Chiesa, la preparazione definitiva, adattata alla sua età e alle sue condizioni, si concluse il 7 settembre 1973 con la ordinazione presbiterale. Da sacerdote, don Ugolini rimase nella chiesa di Sassuolo, dove si distinse per l’assiduità al confessionale, la carità verso gli ammalati e la semplicità e il fascino spirituale che invitavano ad aprirgli la coscienza. Svolse il suo ministero con fedeltà e semplicità nella più completa dedizione fino al 25 ottobre 1999, giorno della morte. La sua vita, tutta donata a Dio, risplendette dapprima per lo zelo verso il decoro della casa di Dio e poi per il bene delle anime, la carità spirituale e materiale, la preghiera e il servizio ai poveri. Pertanto nel portare a conoscenza di questa comunità ecclesiale questa iniziativa, invitiamo tutti e singoli i fedeli a comunicarci direttamente o a far pervenire al Tribunale Diocesano tutte quelle notizie, dalle quali si possano in qualche modo arguire elementi favorevoli o contrari alla fama di santità del Servo di Dio. Dovendosi inoltre raccogliere, a norma delle disposizioni legali, tutti gli scritti a lui attribuiti, ordiniamo, col presente Editto, a quanti ne fossero in possesso, di rimettere con sollecitudine al medesimo Tribunale qualsiasi scritto che abbia come autore il Servo di Dio, qualora non sia già stato consegnato alla Postulazione della Causa. Stabiliamo che il presente Editto rimanga affisso, per la durata di due mesi, all’Albo della Curia Vescovile e alle porte delle parrocchie della nostra Diocesi. Dato in Reggio Emilia, 16 luglio 2010, festa della B.V. Maria del Monte Carmelo. Prot. N. 146/2010-A.

Mons. Carlo Pasotti, Canc. Vesc. + Adriano Caprioli

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