Lettera ai Parrocchiani di don Daniele Casini… saluto a Sr. Christa, Lunedì 29 agosto 2016

Reggio Emilia 18 Agosto 2016

Cari Parrocchiani,

                                alla festa dell’Assunta abbiamo annunciato, dopo 9 anni esatti dal suo arrivo in Italia (era il 16 agosto 2007), il rientro definitivo in India di Sr. Christa, il martedì 30 agosto p. v.

Negli ultimi due anni l’abbiamo vista solo a Natale, Pasqua, in estate, perché era stata inviata dalla precedente Madre Superiora a studiare a Roma per diventare Maestra delle Novizie. Con il cambio della Madre nell’aprile scorso, anche per Sr. Christa sono cambiati i progetti in una maniera impensata: dovrà occuparsi della formazione delle Novizie sì, ma in Etiopia, non in India. Peraltro adesso ritorna in India non sapendo ancora con certezza la data dell’invio nella missione africana…

Le è chiesto comunque di fare un bel salto nella sua vita e promettiamo fin da ora di accompagnarla con la preghiera!

Abbiamo pensato anche di darle un saluto che stavolta appunto sarà…. definitivo e vi annuncio che la data scelta è la sera di lunedì 29 agosto alle 19, alla vigilia della partenza (a dire il vero è l’unica data rimasta perché vogliamo attendere il rientro di Sr. Sneha dalla sua vacanza in Kerala: rientrerà appunto la sera di venerdì 26; il sabato 27 io e mons. Gazzotti abbiamo due matrimoni a testa, domenica 28 non si può fare….).

Quindi l’invito è per tutti voi il lunedì 29 alle 19 in Santa Teresa con la Messa di saluto presieduta dal Vescovo Adriano e, a seguire, cena a base di sapori e ingredienti della tradizione del Kerala, grazie ai rinforzi che verranno dalle Suore di Montecchio e Bibbiano.

Sarà anche un’occasione spero per salutarci dopo due mesi almeno in cui non ci siamo visti, E ri-.cominciare con una Messa e una festa mi sembra una bellissima cosa! E vi prego di non rispondermi come gli invitati alle nozze della parabola odierna del Vangelo…

Un caro saluto a tutti…

don  Daniele Casini

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Parrocchie del centro storico Reggio Emilia: Corsi per fidanzati in preparazione al matrimonio 2015-16

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Parrocchie del centro storico

Corsi per fidanzati in preparazione al matrimonio

2015 – SANTO STEFANO (città)

Lunedì  5 Ottobre “Il sacramento del matrimonio” – rel. diacono Enrico Grassi

Lunedì 12 Ottobre “La parola di Dio fondamento del matrimonio” – rel. coniugi Fortelli

Lunedì 19 Ottobre “La relazione e le sue difficoltà”- rel. dott. Soliani

Lunedì 26 Ottobre “La conoscenza della fertilità” – rel. dott. Soliani

Martedì 3 Nov. “I corrosivi del matrimonio, ovvero essere buoni osservatori”- rel. coniugi Cavalca

Lunedì 9 Novembre “Il dialogo nella coppia” – rel. coniugi Bedogni

Lunedì 16 Novembre “I figli dono di Dio” – rel. diacono Enrico Grassi

2016 – SANT’AGOSTINO

Lunedì  4 Gennaio “Il sacramento del matrimonio” – rel. diacono Enrico Grassi

Lunedì 11 Gennaio “La parola di Dio fondamento del matrimonio” – rel. coniugi Fortelli

Lunedì 18 Gennaio “La relazione e le sue difficoltà”- rel. dott. Soliani

Lunedì 25 Gennaio “La conoscenza della fertilità” – rel. dott. Soliani

Lunedì 1 Feb. “I corrosivi del matrimonio, ovvero essere buoni osservatori”- rel. coniugi Cavalca

Lunedì 8 Febbraio “Il dialogo nella coppia” – rel. coniugi Bedogni

Lunedì 15 Febbraio “I figli dono di Dio” – rel. diacono Enrico Grassi

2016 – SANTO STEFANO (città)

Lunedì  4 Aprile “Il sacramento del matrimonio” – rel. diacono Enrico Grassi

Lunedì 11 Aprile “La parola di Dio fondamento del matrimonio” – rel. coniugi Fortelli

Lunedì 18 Aprile “La relazione e le sue difficoltà”- rel. dott. Soliani

Martedì 26 Aprile “La conoscenza della fertilità” – rel. dott. Soliani

Lunedì 2 Mag. “I corrosivi del matrimonio, ovvero essere buoni osservatori”- rel. coniugi Cavalca

Lunedì 9 Maggio “Il dialogo nella coppia” – rel. coniugi Bedogni

Lunedì 16 Maggio “I figli dono di Dio” – rel. diacono Enrico Grassi

 

–         Tutti i corsi si terranno alle ore 21 presso le Parrocchia di Santo Stefano e di San’Agostino. Al termine di ogni corso si terrà un momento di festa e condivisione in cui verrà anche rilasciato l’attestato di partecipazione.

–         le prenotazioni si fanno presso la parrocchia in cui si tengono i corsi o presso il responsabile degli stessi diacono Enrico Grassi cell. 3389805145

–         il corso è gratuito ma si può collaborare “volontariamente” con offerta al fine dello stesso!

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La riflessione… Natale per ritrovare una meta comune

Il cuore del Natale è la nascita del Figlio di Dio. Non altro. Anche i regali, che di solito ci si scambia, sono il segno del vero regalo, Gesù. Lui è la festa dei cristiani e il dono che Dio fa al mondo. Le altre cose belle sono conseguenza: ritrovarsi in famiglia e tra amici, il riposo dal lavoro, le luci e le tradizioni che il nostro splendido Paese ha messo insieme nei millenni, non sono il cuore ma il frutto di quanto è accaduto a Betlemme in quella notte d’inverno. Per gli uomini di altre culture, credenze e religioni, tutto ciò può essere tradizione e folclore, ma la domanda sorge ovunque: perché tanta festa, tanti regali, tante luci? E perché quell’aria diffusa e avvolgente di tenerezza e di bontà? Dio non è solo risposta, ma è anche domanda. Quanto è accaduto allora, continua ad accadere oggi nei cuori che si aprono. Allora Lui viene, nasce in ognuno che lo invoca, lo cerca senza conoscerlo, forse lo bestemmia o lo combatte. Lui è sempre pronto, perché Dio è Amore. Quale altra ragione Lo avrebbe spinto se non la follia per gli uomini, per entrare nelle nostre oscurità, per accendere la speranza, per incoraggiare i deboli, per sostenere i poveri e gli oppressi?

La questione è che Gesù è lì, ma noi dove siamo? Forse siamo agli inizi della vita, o a metà o verso il termine… ma dove siamo nella strada del nostro mondo interiore? Per che cosa spendiamo energie e tempo? Per andare dove? Quale lo scopo? Le società e le culture possono anche ostacolare la presenza della fede, possono perseguitare e uccidere i cristiani, ma niente e nessuno potrà uccidere la nostalgia di un Oltre, di un Un di Più, che per noi ha il volto di Cristo. I tempi cambiano, ma il cuore resta assetato di felicità, mendicante di assoluto, cercatore di Dio. Ecco perché il migliore alleato del Vangelo resta l’uomo nella verità della sua anima. Basta lasciarla parlare. Sono le domande del Natale di sempre, ma direi in modo particolare del Natale di quest’anno, che protrae una crisi che tutti si sperava fosse molto più breve e meno pesante. E invece è lunga e drammatica per giovani e anziani, singoli e famiglie. La famiglia ancora si rivela la migliore scialuppa di salvataggio, dove i risparmi si dividono con oculatezza, dove si vince la solitudine e la paura del futuro, dove si ritrova il coraggio di lottare.

Al problema del lavoro e dell’occupazione, si aggiunge anche il malcostume che sembra diventare costume generale. Ma così non è! Il rischio più grave è quello dell’avvilimento diffuso, della demoralizzazione globale, della depressione paralizzante. Se gli altri sono disonesti perché io devo essere onesto e sacrificarmi? È la domanda subdola che si può insinuare fino a deprimere o a contagiare. Ma così non dev’essere! L’Italia è un popolo laborioso e onesto, geniale e buono. Se ci sono esempi o sistemi di malaffare, i responsabili devono essere rapidamente accertati e puniti con rigore, ma il popolo degli onesti, cioè degli “uomini”,  deve reagire alla disonestà con una onestà ancora più limpida e con una operosità ancora più convinta. Il Natale del Signore ci ricorda che al male non ci si deve arrendere, e che si vince con un bene forte, serio e giusto. I responsabili della cosa pubblica lo sanno.

Ma dovrebbe anche crescere la capacità di stare insieme in modo costruttivo, di fare rete, di integrarsi non solo tra i membri di una famiglia o di un’azienda, ma tra realtà lavorative e tra istituzioni. Non si tratta di confondere ruoli o di uniformare la società, ma di camminare insieme non in modo astratto e retorico, ma concreto, come sono concreti obiettivi e programmi comuni, energie e risorse, sostegno nazionale e internazionale.

Nessuno, sullo scenario del mondo, dovrebbe sentirsi solo a lottare per cercare, procurare e costruire lavoro e occupazione: il “noi tutti” traduce in modo incisivo il “bene comune”. Ma quel “noi tutti” deve poter diventare visibile, pratico, fruttuoso. Le figure del presepe fanno mestieri diversi, ma vanno tutte verso la grotta: hanno lo stesso scopo pur nelle loro diversità. Il messaggio è preciso: quando si ha veramente una meta comune, e non è ciascuno – singoli o gruppi – meta a se stesso, allora l’ingegno trova le strade per camminare insieme senza sbarrare i sentieri agli altri, senza che nessuno rimanga indietro, senza che i doni che si portano al Bambino si lascino o si vendano lungo la strada perché si è affaticati. Davanti al presepe, chi ha il dono della fede sosti pregando, chi non l’ha sosti pensando. Qualcosa di bello accadrà. Auguri sinceri.

avvenire.it

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