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Carnevale in pagina? No: niente maschere!

È Carnevale, e il famoso “insanire”, inteso come “dar fuori di testa”, arriva anche in qualche pagina: talora si tratta solo di scegliere la maschera, ma ne circolano parecchie. Una per esempio spetta al “Secolo XIX” (1 febbraio, p. 41, “Posta e Risposta”) ove, rispondendo a un lettore di Ovada, Giuliano Galletta è sicuro che come lui «gli italiani sono molto più maturi dei loro partiti… sul fronte dei diritti civili», e perciò si sente autorizzato a prendersela con «i diktat della Chiesa cattolica». E che fa? Elementare. Pone una domanda: «Per quale motivo io, laico, dovrei negoziare i miei principi con il cardinale Bagnasco?». E già: per quale motivo? Risposta: per nessun motivo, e infatti il cardinale Bagnasco, e con lui la Chiesa italiana, in tema non negozia nulla col simpatico e arruffone Galletta o con altri. In realtà l’unico problema, per Galletta e simili, è che finora «sul fronte dei diritti civili» di cui egli parla sia in Parlamento che tra i cittadini, «laici» come lui o anche credenti come il cardinale Bagnasco, c’è stata e c’è una maggioranza democratica che la pensa diversamente: è la democrazia, forse qualche volta dura da masticare, ma non c’è una via diversa percorribile. Ma siamo in pace e le leggi si fanno con i voti dei cittadini e questi sono liberi – sempre – di scegliere se dar retta al cittadino Galletta o in molti casi al cittadino Bagnasco, che ha sul tema lo stesso diritto di parola di tutti i cittadini. Tutti possono o meno ascoltarlo, e tra essi anche i lettori del “Secolo XIX”, che certo non la pensano tutti come Galletta. Tutto qui: senza maschere!

a cura di Gianni Gennari – avvenire.it