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Caritas, emergono le povertà “plurali”

Nel corso del 2014, più di 190 mila persone si sono recate alle 353 mense Caritas di 157 diocesi italiane, per un totale di più 6 milioni 273 mila pasti erogati. Sono alcune delle cifre emerse stamattina, all’Expo, all’incontro organizzato dalla Caritas (ambrosiana, italiana ed europea) sul tema “Diritto al cibo”, l’ultimo di una lunga serie di convegni tenuti a Rho da maggio. Lotta alla fame e diritto al cibo, dunque. Ma i dati raccolti dalla Caritas nel suo “Rapporto 2015 sulla povertà e l’esclusione sociale” dicono che la richiesta pressante di alimenti non esprime un bisogno solamente alimentare, bensì soprattutto economico. Come ha sottolineato Paolo Beccegato, vicepresidente di Caritas italiana, sempre più marcata è la povertà da perdita di risorse, dovuta alla frantumazione della famiglia, alla violenza domestica, alla perdita di lavoro (e conseguentemente di dignità), al gioco d’azzardo. “Una sistematica sottrazione di risorse”, conclude Beccegato.

Quanto all’Europa, i dati dell’Unione europea parlano di 53 milioni di persone che non riescono a soddisfare in modo stabile l’esigenza di un pasto adeguato. Il Rapporto 2015, che non a caso s’intitola “Povertà plurali”, descrive minuziosamente una povertà dai tanti volti, puzzle complesso fatto da molti tasselli che subiscono la pressione di fattori che generano povertà, direttamente e indirettamente, come la corruzione e la concussione, il degrado ambientale, la speculazione finanziaria e altri ancora.

Nel corso della mattinata, con la regia di Paolo Brivio, sono intervenuti anche Walter Nanni (responsabile dell’Ufficio studi Caritas), Silvia Sinibaldi e Jorge Nuño Mayer (Caritas Europa)Michel Roy (segretario generale della Caritas Internationalis), Luciano Gualzetti (vicedirettore della Caritas Ambrosiana) e il vescovo Giuseppe Merisi, fino al 1014 presidente della Caritas italiana. Al termine, sono stati premiati gli studenti vincitori del concorso fotografico nazionale Caritas-Miur “Cibo per tutti: è compito nostro”.

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