Carburanti. In Europa benzina e diesel cambiano nome: E10, B10 o B7. Occhio al cartello

(Omnimilano)

(Omnimilano)

Attenzione al cartello. Quando lunedì mattina gli automobilisti italiani faranno rifornimento di carburante troveranno un cambiamento epocale: non più le scritte “verde”, “gasolio” bensì delle sigle: rispettivamente E10, B10 o B7 – due opzioni in questo caso per il gasolio.

La settimana prossima, infatti, entrerà in vigore in tutta Europa la nuova direttiva Dafi, che delinea a livello europeo un quadro comune di misure per la diffusione dei carburanti alternativi – compresi gas naturale, biometano e Gpl – tra cui l’implementazione della rete infrastrutturale, sui carburanti. Nei Paesi Ue e nei consociati, ossia Islanda, Lichtenstein, Norvegia, Macedonia, Serbia, Svizzera e Turchia. Questo comporterà il cambiamento delle etichette sulle pompe dal distributore, ma pure sullo sportellino che sigilla il tappo dei serbatoi delle automobili nuove.

Per meglio individuare la pompa giusta la sigla sarà resa più evidente grazie ad una cerchiatura: un cerchio per la benzina, un quadrato per le due tipologie di gasolio (B10 per quello con un biodiesel al 10%, B7 per quello con una percentuale al 7%) la losanga per i carburanti gassosi. Che, più dettagliatamente, individueranno con Cgn il metano per auto, Lpg che sta per Gpl e Lng che significa metano liquido, utilizzato sempre più di frequente per mezzi pesanti. E si potrà, di fatto raramente, trovare anche l’indicazione H2, ossia l’idrogeno.

l nuovo regolamento e le nuove indicazioni si sono rese necessarie perché sul mercato stanno arrivando carburanti differenti e le stazioni di servizio stanno allargando la gamma di prodotti serviti. Mentre, allo stesso tempo, i moderni motori, sempre più sofisticati, diventano purtroppo sempre più sensibili ad elementi “esterni” presenti nel carburante stesso. Se un tempo i diesel andavano allegramente anche con l’olio di semi e colza e quelli a benzina a carburatori non disdegnavano affatto l’alcol, i motori odierni, super dipendenti dall’elettronica, si fermano alla prima impurità. A tal punto che troppo biodiesel intasa filtri e iniettori perché le alghe presenti non sono facilmente “digeribili”. Non di meno quelli a benzina, assai suscettibili ad un’eccessiva presenza di etanolo. Anche per queste ragioni si è reso necessario arrivare ad un’etichettatura uguale nei Paesi europei.

Resta sospeso il Regno Unito, visto che con Brexit può comportarsi autonomamente. Va però ricordato che, poiché le auto nuove importate verso Londra avranno sul tappo la simbologia europea, è probabile che anche i sudditi della Regina adottino le stesse indicazioni. E presto sarà avviata anche un’operazione simile per le vetture elettriche considerando le differenze sulle tensioni e altre specifiche delle ricariche.

Precedente Commento al Vangelo della Domenica. Il sogno di Dio è che nessuno sia solo, senza sicurezza Successivo Percorsi di catechesi 2018/2019 per L'Unità Pastorale «SANTI CRISANTO E DARIA»  REGGIO EMILIA