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Buona Pasqua anche a te!

C’è un cammino che s’apre nella tua vita: è il cammino del dolore e della gioia, del peccato e della luce. È un cammino che ha inizio lentamente, fermo il passo, sicuro lo sguardo; poi sale su per i tornanti della vita, per vicoli stretti: lento il passo, insicuro lo sguardo. Amico credente, forse cadrai, una e più volte; anche Gesù è caduto, una e più volte. Sarai spinto a destra e a manca e chiederai aiuto a una persona passante per caso; anche Gesù venne spinto a destra e a manca e impotente lasciò che il Cireneo l’aiutasse per un tratto. Veniva dai campi e anche lui era stanco ma si mosse a pietà verso quel condannato a morte che veniva portato al Golgota. «Veniva dai campi»: forse tu vieni dalla città, dal paese, dai mille programmi della tua vita… aiuta Gesù che soffre nel povero che ti sta vicino e nel bisognoso che incontri nella strada del tuo Golgota. Avrai il volto sanguinante e abbruttito da non sapere più chi sei, chi sei stato; anche Gesù sotto il peso della croce e della corona di spine grondò sangue prima di arrivare al Calvario. Soltanto la mano delicata di una donna attenta lo asciugò, per un momentaneo refrigerio, per la pace dell’anima. La chiamarono Veronica e come il Cireneo ebbe compassione di Gesù di Nazaret; poi di essa più nulla, scomparsa nelle pagine vuote della storia; ma ebbe la gioia di vedere e rivedere chissà quante volte il volto di Gesù impresso nel panno che gli asciugò il volto sanguinante. Veronica la misericordiosa, Veronica la com-passionata, Veronica la addolorata per caso. Amico credente, vieni anche tu dietro il breve corteo del Cireneo, della Veronica, delle pie donne. Sarai tirato da una parte e dall’altra e udrai le sirene cantare al tuo fianco con perizia e ipocrisia; anche Gesù udì le voci, le grida, gli schiamazzi… nella notte del male. Coraggio, amico credente, poni attenzione alla presenza di Gesù accanto a te, nella via del Calvario, nella notte del male e vedrai la gloria, la luce della Pasqua; la Pasqua sconfiggerà il tuo peccato e frantumerà le tue paure. Arriva anche tu in cima al Golgota e di là osserverai la notte luminosa, l’alba luminosa della Pasqua. Quell’alba che, nella mattina di Pasqua, busserà alla porta della Vergine Maria e poi di Pietro e poi di Maria Maddalena e poi di Giovanna e griderà loro: «Venite, venite, venite, lasciate la case accaldate, scuotete i piedi ancor stanchi… salite su al monte del cranio e guardate il sepolcro… già vuoto. Non monte di morte è ormai questo, ma luogo di pace del Cristo risorto». Amico credente, riconciliati con la Pasqua di risurrezione, riconciliati con la gioia spirituale, dopo le sofferenze subite sulla strada verso il Golgota. Vincenzo Arnone (Vita Pastorale – aprile 2010)