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Bulgaria, trovate presunte reliquie di Giovanni il Battista

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Le ossa trovate in un reliquiario di un monastero del quinto secolo d.C. su un’isola del Mar Nero potrebbero davvero essere di San Giovanni Battista. Un’equipe di scienziati dell’università di Oxford ha condotto un esame di datazione al carbonio su un frammento di dito scoprendo che risale al primo secolo d.C. e che appartiene a un uomo vissuto nel vicino Oriente.

I resti – un frammento di teschio, ossa di una mascella e di un braccio – sono stati scoperti due anni fa nell’altare di un monastero in rovina sull’isola di Sveti Ivan, in Bulgaria. Molti altri siti in diverse parti del mondo sostengono di conservare parti del corpo del santo, decapitato – secondo le Scritture – per ordine di re Erode dopo che la figlia Salomè ne aveva chiesto la testa. La moschea di Damasco sostiene di avere proprio il cranio, mentre diversi luoghi si contendono le ossa della mano destra, quella con la quale il santo battezzò Gesù Cristo nel Giordano. Ora gli scienziati vorrebbero condurre esami sulle altre ossa, per scoprire se appartengono allo stesso uomo.

La scoperta della reliquia nel luglio del 2010 ha fatto molto scalpore in Bulgaria, al punto che una delle ossa è stata trafugata. In molti giudicavano i resti – ora in mostra ai fedeli a Sofia – privi di valore. Ora però, gli esami condotti dagli studiosi britannici – che saranno protagonisti di un documentario in onda in Gran Bretagna domenica sull’emittente National Geographic – smentiscono gli scettici, almeno per quanto riguarda l’età e la provenienza della reliquia.

Thomas Higham, il professore – ateo – di Oxford che ha condotto i test, ha dichiarato al Times: “È stata una scoperta significativa e in qualche modo inaspettata. Il risultato dell’osso del metacarpo della mano è consistente con qualcuno vissuto all’inizio del primo secolo d.C.. Ma se quella persona è san Giovanni Battista è una domanda alla quale non possiamo e probabilmente non potremo mai rispondere”.

Vicino al sarcofago in cui hanno trovato le ossa umane, gli archeologi guidati da Kazimir Popkonstantinov e dalla moglie Rossina Kostova hanno rinvenuto anche tre ossa animali ed una piccola scatola in cenere vulcanica indurita con una dicitura in greco antico e la data del giorno dedicato al santo, il 24 giugno. Secondo gli archeologi, le ossa sarebbero arrivate sull’isola da Antiochia, in Turchia, dove una reliquia che si
diceva fosse la mano destra del santo fu conservata fino al decimo secolo.

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