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Breve intervista a Mons. Caprioli

Nella liturgia del mandato agli operatori pastorali, domenica scorsa nella Cattedrale di Reggio Emilia, non è mancata la preghiera per quanti s'impegnano nel campo della comunicazione.
Anch'essi sono "chiamati per educare", secondo il tema di quest'anno pastorale, tanto più oggi che i mass media rappresentano "un nuovo contesto esistenziale" all'interno del quale prende forma "la percezione di noi stessi, degli altri, del mondo" ("Educare alla vita buona del Vangelo", n. 51). Ma il 9 ottobre, in diocesi, era anche la giornata di Avvenire e dei mezzi di comunicazione sociale diocesani, cioè il settimanale La Libertà, la redazione reggiana di Radio Pace, i Servizi televisivi ed il sito internet www.diocesi.re.it. Un'occasione per incoraggiare gli animatori e i "Portaparola" già attivati in diverse parrocchie reggiane. Con la richiesta di un'attenzione in più per il mondo digitale. «Gli animatori della comunicazione – afferma monsignor Adriano Caprioli, vescovo di Reggio Emilia-Guastalla – devono conoscere le "regole del gioco", perché in questione non è soltanto la possibilità del comunicare, ma lo stesso contenuto della notizia, che può essere condizionato dalla rete. E mai come in questo caso il "mezzo si fa messaggio"».
Ecco che gli animatori, prosegue Caprioli, «possono farsi interpreti, nelle loro parrocchie, di quel bisogno di relazione, di condivisione, di raccontarsi che da sempre appartiene all'uomo. Saper porgere il giornale della comunità, con il settimanale diocesano e il quotidiano Avvenire, presentando anche i rispettivi siti web, è un modo per avvicinare le donne e gli uomini del nostro tempo ad una lettura credente della realtà e per costruire le fondamenta di una cultura pubblica amica del Vangelo".

fonte diocesi.re.it