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Bebé in provetta con 3 genitori? Per i bioeticisti inglesi è “etico”

Bebè in provetta con 3 genitori? Secondo i bioeticisti britannici è etico. Il controverso trattamento di fecondazione in vitro che prevede la creazione di un embrione da due donne e un uomo, per prevenire malattie che mettono a rischio la vita, incassa il parere positivo dell’autorevole Nuffield Council on Bioethics. Con questo trattamento, scrivono gli esperti in un rapporto, il bebè viene alla luce con un patrimonio genetico che è un mix ottenuto da due mamme e un papà, ma la tecnica viene giudicata etica perchè potrebbe liberare i bambini da “disturbi molto severi e debilitanti”.
La relazione riapre il dibattito, anche perché non tutti i bioeticisti del Regno Unito sono dello stesso avviso. Alcuni obiettano che la procedura non è necessaria e anzi è pericolosa. L’obiettivo del trattamento è rimpiazzare i mitocondri difettosi. Queste piccole centrali energetiche del corpo (presenti a centinaia se non migliaia nelle cellule) sono dotate di un proprio materiale genetico, noto come Dna mitocondriale, che a volte può essere mutato e appunto difettoso. Il risultato è che nel Regno Unito un neonato su 6.500 nasce con una malattia mitocondriale che può causare debolezza muscolare, cecità, arresti cardiaci.

I ‘benefit socialì dei mitocondri sono trasmessi solo dalla mamma al bebè. La ‘fecondazione in vitro a 3’ prende le informazioni genetiche di base dalla mamma e dal papà, come da prassi, ma le mette in un ovulo che contiene mitocondri sani, donato da un’altra donna. Questo significa che il bimbo in provetta avrà uno 0,1% di materiale genetico proveniente da un’altra ‘mammà (la donatrice). “L’effetto concreto però è un embrione portatore delle vere caratteristiche dei genitori in un uovo pulito con mitocondri sani”, minimizza Peter Braude, professore del King’s College London alla Bbc.

Il Nuffield Council on Bioethics sta valutando questo caso particolare di fecondazione in vitro da 8 mesi. E Geoff Watts, l’esperto che ha condotto l’inchiesta, ha concluso che “se la ricerca dimostra che queste tecniche sono sufficientemente sicure ed efficaci, noi pensiamo che potrebbe essere etico per le coppie di aspiranti genitori usarle se lo desiderano, purchè ricevano supporto e adeguate informazioni”. È stato anche precisato che il donatore non sarebbe un ‘terzo genitorè o una ‘seconda mammà e che la legge sulla donazione di sperma e ovuli non dovrebbe essere applicata.

David King, direttore dell’Human Genetics Alert, però avverte: “La tecnica proposta è inutile e molto pericolosa perché crea un precedente e apre la strada al ‘design’ di bambini geneticamente modificati”. Il mondo scientifico e l’opinione pubblica sono spaccati, e a settembre la Human Fertilisation and Embryology Authority avvierà una consultazione pubblica della quale renderà noti i risultati il prossimo anno.
Intanto il Wellcome Trust ha recentemente finanziato l’università di Newcastle per continuare la ricerca scientifica sulla tecnica di fecondazione in vitro a 3. “Esortiamo il governo – dichiara il suo direttore Mark Walport – a definire un calendario per l’esame di modifiche alla legislazione che consentano l’uso della tecnica in clinica se, come speriamo, la consultazione della Human Fertility and Embryology Authority, mostrerà che la tecnologia in questione ha il sostegno pubblico”.
avvenire 13 Giugno 2012
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