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Attesa per l’iPhone 5S. E c’è anche il modello (finto) low cost

 

Ogni volta, c’è un’attesa spasmodica attorno al lancio di nuovi prodotti targati Apple. Come se davvero l’azienda fondata da Steve Jobs fosse ancora così rivoluzionaria come quando lanciò il telefonino iPhone, obbligando tutti a ripensare il modo in cui si costruiscono e si usano i cellulari.

Una rivoluzione replicata con la nascita dell’iPad. Eppure, anche se Apple resta centrale e prioritaria nel mondo dell’elettronica, oggi, la sua filosofia nativa (creare pochi prodotti ma unici e rivoluzionari) deve fare i conti con l’avanzata del colosso Samsung e con la fusione tra Microsoft e Nokia. Così, stasera (le 19, ora italiana), sul palco dell’ennesimo Apple show, ci saranno – come ripetono da mesi tutti i blogger che vivono parlando solo di prodotti Apple – l’iPhone 5C e il 5S. Ovvero a un modello di telefono, come il 5C, fintamente low cost (sarà venduto a 500 euro), con la scocca di plastica colorata, destinato (sembra) soprattutto al mercato orientale, con l’obiettivo dichiarato di arginare lo strapotere dei prodotti Samsung.

L’iPhone 5S, invece, diventerà il pezzo pregiato della collezione Apple. Un cellulare, più veloce e con un hard disc ancor più capiente (fino a 128 giga), dotato persino di un sistema di sicurezza che si attiva con le impronte del proprietario. Un servizio in più che farà la gioia dei troppi proprietari di cellulari Apple vittime – a New York come a Londra, a Mumbai come a Milano – di furti dell’apparecchio telefonico, persino ai tavoli di bar e ristoranti. Una piaga denunciata persino dal sindaco di Londra.

A coronare il rinnovo dei cellulari Apple ci penserà, fra qualche settimana, il nuovo sistema operativo IOS 7. Poi sarà la volta della tv Apple e dell’iWatch, il cellulare in grado di replicare alcune funzioni degli smartphone, permettendo ai proprietari di guardare la posta elettronica e di fare e rispondere a telefonate senza togliere dalla borsa il telefonino. Pur avendoli osservati soltanto in foto, siamo certi che i nuovi iPhone avranno successo. Ma la carica rivoluzionaria dell’Apple di Steve Jobs sembra ormai irrimediabilmente svanita. Tant’è vero che i fan dell’azienda sperano già nell’iPhone 6, atteso (si dice) per la tarda primavera.

 

Gigio Rancilio – avvenire.it