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Angelus Le comunità ecclesiali siano più famiglia

La festa della Santissima Trinità è un’esortazione a vivere “gli uni con gli altri”, ad “accogliere la bellezza del Vangelo” imparando “a chiedere e a concedere il perdono”. E’ quanto ha affermato da Papa Francesco all’Angelus, davanti ad oltre 50 mila persone, aggiungendo che il compito affidatoci è quello di “edificare comunità ecclesiali che siano sempre più famiglia”.

La Festa della Santissima Trinità ci ricorda il mistero dell’unico Dio in tre Persone divine – il Padre, il Figlio e lo Spirito Santo – che sono “una con l’altra, una per l’altra, una nell’altra”. Questa solennità liturgica – ha affermato il Papa – rinnova in noi “la missione di vivere la comunione con Dio e tra noi sul modello di quella trinitaria”: “Siamo chiamati a vivere non gli uni senza gli altri, sopra o contro gli altri, ma gli uni con gli altri, per gli altri, e negli altri. Questo significa accogliere e testimoniare concordi la bellezza del Vangelo; vivere l’amore reciproco e verso tutti, condividendo gioie e sofferenze, imparando a chiedere e concedere il perdono, valorizzando i diversi carismi sotto la guida dei Pastori”.

I cristiani sono chiamati a vivere questa comunione con Dio edificando comunità animate dall’amore trinitario: “Ci è affidato il compito di edificare comunità ecclesiali che siano sempre più famiglia, capaci di riflettere lo splendore della Trinità e di evangelizzare non solo con le parole, ma con la forza dell’amore di Dio che abita in noi”.

La Trinità è “il fine ultimo verso cui è orientato il nostro pellegrinaggio terreno”. Lo Spirito Santo – ha spiegato il Santo Padre – “ci guida alla piena conoscenza degli insegnamenti di Cristo” e Gesù, a sua volta, “è venuto nel mondo per farci conoscere il Padre”. Tutto, nella vita cristiana, “ruota attorno al mistero trinitario”: “Cerchiamo, pertanto, di tenere sempre alto il “tono” della nostra vita, ricordandoci per quale fine, per quale gloria noi esistiamo, lavoriamo, lottiamo, soffriamo; e a quale immenso premio siamo chiamati”.

Questo mistero abbraccia tutta la nostra vita e tutto il nostre essere cristiano: “Ce lo ricordiamo, ad esempio, ogni volta che facciamo il segno della croce: nel nome del Padre, del Figlio e dello Spirito Santo. E adesso vi invito a fare tutti insieme, e con voce forte, questo segno della croce. Tutti insieme! “Nel nome del Padre e del Figlio e dello Spirito Santo!”

La Vergine Maria – ha detto infine il Pontefice – aiuti la Chiesa “ad essere sempre comunità ospitale dove ogni persona, specialmente povera ed emarginata, possa trovare accoglienza”. Dopo l’Angelus, Papa Francesco ha ricordato che giovedì prossimo, a Roma, “vivremo la tradizionale processione del Corpus Domini”.

“Alle 19 in Piazza San Giovanni in Laterano celebrerò la Santa Messa, e quindi adoreremo il Santissimo Sacramento camminando fino alla piazza di Santa Maria Maggiore. Vi invito fin d’ora a partecipare a questo solenne atto pubblico di fede e di amore a Gesù Eucaristia, presente in mezzo al suo popolo”.

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