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Al lavoro 215 milioni di bambini

Ogni giorno, nel mondo, 215 milioni di bambini si alzano dal letto (se sono abbastanza fortunati da averne uno) e invece di andare a scuola vanno a lavorare. Il dato è stato reso noto dall’ILO (l’Agenzia specializzata dell’Onu dedicata al lavoro) in occasione della Conferenza globale sul lavoro minorile che si svolge all’Aja il 9 e 10 maggio. Rispetto al 2004 il numero dei bambini lavoratori è sceso del 3 per cento: da 222 a 215 milioni. Una diminuzione molto limitata, tuttavia incoraggiante. Il calo maggiore di bambini lavoratori (-10 per cento) si registra nella fascia di età da 5 a 14 anni. Cala anche il numero delle bambine costrette a lavorare (-15 per cento). I bambini lavoratori diminuiscono soprattutto in Asia, in America Latina e nei Caraibi, ma il loro numero aumenta in Africa, in particolare nella zona a sud del Sahara. Troppi minori vengono ancora impiegati in lavori considerati pericolosi. Nelle miniere (dove i bambini vengono utilizzati per calarsi in tunnel dalle piccole dimensioni), nel settore agricolo (spesso a diretto contatto con i pesticidi), in fabbriche dove non viene osservata alcuna norma di sicurezza. Non sempre il lavoro minorile si svolge in realtà degradate. Lo scorso aprile, in occasione del Gran Premio di Formula Uno sul circuito indonesiano di Sepang, Amnesty International ha denunciato la presenza di bambini lavoratori nei gabinetti dei paddock, i recinti dove le grandi scuderie parcheggiano i loro camper. C’è poi il grave problema dei bambini che lavorano come schiavi sessuali per il mercato della pedopornografia e della prostituzione. Le organizzazioni internazionali impegnate per la tutela dell’infanzia tengono gli occhi puntati sul Sudafrica dove si teme che i prossimi campionati mondiali di calcio possano incoraggiare traffici illegali di bambini da “mettere a disposizione” dei numerosi turisti attesi fra giugno e luglio. Sono già stati segnalati traffici sospetti di bambini dal Mozambico e dallo Zimbabwe. L’ILO non perde comunque la speranza di eliminare entro il 2016 le forme peggiori di lavoro minorile e sta collaborando attivamente con la la Banca Mondiale e l’Unicef.

Roberto Zichittella – famigliacristiana.it