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Afghanistan. Attentato a Kabul; 18 uccisi e 57 feriti. Tra loro molti studenti

Attacco al centro educativo Kawsar Danish, nella parte ovest della capitale. Torna la violenza nonostante la ripresa dei colloqui di pace tra governo e talebani
Una vittima dell'attacco suicida a Kabul viene trasportato in ospedale

Una vittima dell’attacco suicida a Kabul viene trasportato in ospedale – Reuters

Nuova ondata di violenza in Afghanistan. Nel mirino dei terroristi una scuola superiore privata, il Kawsar Danish, nella zona occidentale sciita della capitale Kabul e ad essere colpiti sono stati dei giovani. Erano perlopiù studenti, infatti, le 18 vittime mentre in 57 sono rimasti feriti.

A renderlo noto è il ministero dell’Interno afghano; l’attacco è avvenuto nell’area di Pul-e-Khoshk, nella parte ovest della capitale afghana. Responsabile della strage è un attentatore suicida. Vi sono analogie con l’attacco di mercoledì scorso, quando un missile, lanciato dall’aviazione afghana, ha centrato una scuola religiosa nel villaggio di Hazara Qisshlaq, nella provincia nordorientale di Takhar. Almeno 11 bambini e un insegnante sono morti in quell’episodio, mentre altre 14 persone sono rimaste ferite.

Fra le vitime nell’attentato di oggi, secondo quanto riferito dal portavoce della polizia locale, vi sono anche quattro poliziotti. Le guardie a difesa del centro, ha riferito il ministero dell’Interno, hanno impedito l’ingresso del kamikaze che si è, comunque, fatto esplodere in un vicolo vicino. Su Twitter il portavoce dei Talebani, Zabiullah Mujahid, ha assicurato che il suo gruppo non ha nulla a che fare con la strage.

L’aumento degli attacchi tra le forze talebane e quelle afghane arriva mentre i rappresentanti delle due parti continuano i colloqui di pace nella capitale del Qatar, Doha. L’aumento della violenza, nelle ultime settimane, soprattutto per responsabilità dei talebani, rischia di compromettere le trattative tra questi ultimi e il governo afghano. Non è la prima volta che la comunità sciita viene presa di mira da estremisti sunniti. Sempe a Doha il governo afghano ha firmato, lo scorso febbraio, un accordo con gli Stati Uniti che prevede un graduale ritiro delle truppe americane a condizione, però, che il governo afghano impedisca a gruppi jihadisti, come al-Qaeda, di usare il suo territorio per lanciare attacchi contro gli americani o i loro alleati.

I taleban, infatti, stanno avanzando in diversi distretti afghani. La preoccupazione diffusa è che possa esservi una conclusione caotica e – nella peggiore delle ipotesi – una discesa nella guerra civile mentre continua il ritiro delle truppe americane e Nato dal Paese.

Avvenire