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A 20 anni dall’Evangelium Vitae Manifesto per la vita firmato Cei e associazioni

da Avvenire

Si è svolto a Roma, al Nobile Collegio Chimico Farmaceutico – Universitas Aromatariorum Urbis ai Fori Imperiali, il convegno “Il Vangelo della Vita per un nuovo umanesimo. Sfide e prospettive a 20 anni dalla pubblicazione dell’Evangelium Vitae”, organizzato dall’Ufficio Nazionale per la pastorale della salute in collaborazione con l’Associazione Medici Cattolici Italiani, l’Associazione Cattolica Operatori Sanitari, l’Unione Cattolica Farmacisti Italiani, l’Associazione Italiana Pastorale Sanitaria e il Forum delle Associazioni Socio Sanitarie. Nell’occasione è stato redatto un “Manifesto per la vita”. Ecco il testo:

AMA LA VITA, TUTTA LA VITA, LA VITA DI TUTTI!
Manifesto per la Vita

A vent’anni dalla pubblicazione dell’enciclica Evangelium Vitae, facciamo nostro e rilanciamol’accorato appello di San Giovanni Paolo II: «In nome di Dio: rispetta, difendi, ama e servi la vita, ogni vita umana! Solo su questa strada troverai giustizia, sviluppo, libertà vera, pace e felicità!» (EV 5).

1. Annunciare, servire e celebrare il Vangelo della Vita, significa annunciare la persona stessa di Gesù Cristo, nel quale è definitivamente e pienamente donata a tutti la vita divina ed eterna; un evento di salvezza in cui viene accolto, elevato e portato a compimento quel valore della vita racchiuso nella stessa esperienza e ragione umana e in qualche modo scritto nel cuore stesso di ogni uomo e donna (cfr. EV 29-30).

2. Annunciare la vita è la missione della Chiesa, un mandato ricevuto da Cristo Gesù che la impegna fino alla fine del tempo, e che deve fare i conti, non soltanto con le mutate condizioni culturali e sociali, ma anche con la fragilità della stessa Chiesa.

3. Un mandato da compiere dentro un orizzonte e un contesto ancora più ampio e complesso qual è quello della cura e della custodia del creato, come indicato da Papa Francesco nell’enciclica Laudato si’. Difendere e promuovere la vita, come prendersi cura e custodire il creato, esigono l’accoglienza dell’atto creativo e redentivo di Dio nella dinamicità del suo sviluppo e fin alle sue ultime conseguenze: la vita eterna e la comunione perfetta con Lui, nel Suo Regno.

4. Per questo rinnoviamo il nostro impegno a favore della vita, rivolgendo anche un accorato appello per un nuovo slancio missionario:

ai Pastori della Chiesa perché siano annunciatori instancabili del Vangelo della Vita in ogni loro azione apostolica.

Alle comunità cristiane perché condividano e promuovano una cultura della vita che consideri l’uomo nella sua totalità e integrità, dal concepimento fino al suo compimentoe non si stanchino di operare concretamente a favore delle persone più fragili e nelle situazioni più difficili.

Ai professionisti della sanità perché siano a servizio della vita nell’esercizio della loro missione “astenendosi da recar qualsiasi danno o offesa” ad alcuno (cfr. Giuramento di Ippocrate), soprattutto se malato, povero e fragile, e di non essere condizionatinell’esercizio della professione da interessi economici o di potere, liberi di esercitare il diritto di obiezione di coscienza (cfr. Costituzione Italiana, art. 2).

Ai responsabili delle istituzioni sanitarie, anzitutto quelle di ispirazione cristiana, perchéanche di fronte alle trasformazioni organizzative e tecnologiche degli ultimi anni,contribuiscano con decisione a realizzare luoghi di evangelizzazione, di promozione e difesa della vita in ogni suo momento e manifestazione.

Al mondo della politica e a quanti sono amministratori del bene comune perché la vita umana e la sua dignità sia tutela in ogni sua stagione, soprattutto quando essa si manifesta fragile, debole e indifesa, in un contesto sociale dove appaiono sovente fenomeni della cultura della morte. Inoltre auspichiamo una maggior attenzione alle politiche familiari, garanzia di futuro e di sviluppo del nostro Paese.

A tutti, perché si promuova ad ogni livello e in ogni circostanza, nel rispetto della verità,una nuova cultura della vita, dell’incontro e della pace, radicati in una solida spiritualità evangelica, fondamento di identità e impegno.

5. Facciamo nostro, nella concretezza della storia e della quotidianità, l’invito rivolto da Papa Giovanni Paolo II a essere il Popolo della Vita che ha ricevuto in dono il Vangelo della Vita per annunciarlo, celebrarlo e servirlo.

Il Popolo della Vita annuncia:

il Dio della speranza e della gioia, vicino all’uomo, desideroso di entrare in comunione con lui.

La sacralità, l’inviolabilità e l’indisponibilità della vita, che ha senso e pienezzanell’amore ricevuto e donato.

Il Popolo della Vita celebra:

la bellezza, la grandezza e la dignità della vita umana, riflesso della stessa immagine di Dio e icona di Cristo Suo Figlio.

Il dono di sé di quanti, quotidianamente, nel silenzio e nell’umiltà, servono la vita in famiglia, sul lavoro e in ogni altro ambito.

Il Popolo della Vita serve:

tutta la vita e la vita di tutti, obbedienti al comandamento dell’Amore reciproco.

Una coraggiosa ed efficace opera educativa per un nuovo umanesimo in Gesù Cristo.

A Maria, Madre dei viventi, affidiamo questo rinnovato appello e impegno a favore della vita, di tutta la vita e della vita di tutti.

Roma, 30 ottobre 2015