Bissau (Agenzia Fides) – “Dato che i casi di mutilazioni genitali femminili non vengono puniti, le persone sono indotte a compierle” afferma Benjamim da Silva Sanca, responsabile del Comitato Nazionale per l’Abbandono delle Pratiche Tradizionali Nefaste per la salute delle donne e della bambine (CNAPN), a margine del seminario svoltosi a Bissau il 22 e 23 maggio, sul monitoraggio dei casi di mutilazione genitale femminile. Una pratica proibita dal 2011, ma che continua ad essere eseguita clandestinamente nel Paese. 
“Il nostro incontro mira a creare sinergie per ridurre i casi di mutilazione genitale femminile in Guinea Bissau” ha detto Benjamim da Silva Sanca, rivelando che la propria organizzazione ha già segnalato “molti casi” alla Polizia Giudiziaria, ma che finora nessuna condanna è stata comminata. 
Per questo i 30 partecipanti al seminario, che comprendevano esperti legali, sono stati invitati a delineare strategie per far sì “che i casi portati di fronte al tribunale possano essere conclusi giudizialmente fino alla fine” spiega.
D’altra parte Benjamim ha rivelato che le persone che non vogliono abbandonare la pratica hanno deciso di adottare una nuova strategia, sottoponendo le bambine alla escissione appena nate, in forma clandestina.
Nel 2011 la Guinea Bissau ha approvato una legge che criminalizza la mutilazione genitale femminile. Grazie alla legislazione, al cambiamento di mentalità, soprattutto tra la comunità musulmana, e all’azione condotta da varie organizzazioni della società civile è stata ridotta la percentuale di ragazze sotto i 15 anni sottoposte all’escissione (anche se nel 2014 erano ancora il 30%).
Finora più di 400 comunità hanno annunciato di aver abbandonato questa pratica. Nonostante ciò, la pratica continua in diverse aree, in particolare in quella orientale, per la presenza dei gruppi etnici che la praticano con maggior frequenza, come fulas, mandingas, biafadas, saracolés.
Fanado è il nome creolo per il rituale secolare che, con il pretesto di iniziare le ragazze nell’età adulta, include l’ablazione parziale dei loro organi genitali. (C.J.C/A.B.) (L.M.) (Agenzia Fides 5/6/2019)

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