20 CONSIGLI MONTESSORI PER PREVENIRE LA RABBIA E GESTIRE I CAPRICCI

Come applicare il metodo Montessori per gestire la rabbia e prevenire i capricci.

La rabbia è un sentimento che inizia ad affiorare intorno ai 2 anni, quando i bambini si sentono di difendere in questo modo i loro desideri ed interessi di fronte ad un rifiuto che scaturisce generalmente nei cosiddetti capricci. Gestire la situazione a volte è difficile ecco perché sarebbe meglio sapere come prevenirla.

Soprattutto quando diciamo ai nostri figli di non fare qualcosa si possono generare in loro una serie di emozioni che non sanno gestire e che esplodono sotto forma di capricci. A volte si tratta di vere e proprie scenate che vorremmo tanto evitare e che forse potremmo imparare a prevenire seguendo alcuni consigli che nascono dal metodo di Maria Montessori.

L’idea alla base è quella di creare un ambiente adatto al bambino in cui lui si senta a suo agio e quindi eviti di trovarsi in quello stato che può farlo “esplodere” da un momento all’altro.

Ecco allora 20 consigli montessoriani per gestire la rabbia e prevenire i capricci:

1) Maggiore autonomia e indipendenza: predisporre la casa in modo che il bambino possa svilupparsi autonomamente avendo a disposizione sempre i propri giocattoli, strumenti e libri.
2) Motivazione e compiti reali: proprio come gli adulti, i bambini dopo un po’ si annoiano e hanno bisogno di una nuova motivazione. Si può ad esempio coinvolgerli nelle faccende domestiche per farli sentire utili.
3) Parlare sempre con rispetto, amore ed empatia: il tono da usare è lo stesso che si utilizza con gli adulti
4) Mettersi al loro livello: è importante comunicare con i bambini mantenendo il contatto con gli occhi e dunque “abbassandosi” al loro livello, chiamandoli per nome e parlando dei loro sentimenti e dei nostri

5) Prestargli sufficiente attenzione: si intende sia in quanto a qualità che a quantità. Se abbiamo da fare in casa chiederemo al bambino di aiutarci, se abbiamo da fare fuori possiamo invece portare qualche gioco creativo. Comunque è importante fargli sempre sapere quello che è in programma e chiedere la sua opinione in modo che non si senta escluso.

6) Stabilire una routine: se il bambino conosce le attività che sono programmate le accoglierà più facilmente ed eviterà di arrabbiarsi.
7) Attenzione a fame e sonno: la stanchezza e la fame aumentano la probabilità di avere degli scatti d’ira, programmate sempre bene l’ora dei pasti e della nanna.
8) Affrontare le nuove esperienze: abbassare l’ansia prima di fare nuove esperienze può essere importante. Uscire dalla zona di comfort non per tutti i bambini è facile. Se c’è da affrontare una nuova situazione basta spiegare di cosa si tratta per evitare sorprese e il sopraggiungere dell’ansia.
9) Rispondi alle sue naturali necessità: un bambino dopo aver trascorso la giornata a scuola ha bisogno di muoversi, giocare e stare all’aria aperta. Bisognerebbe dunque osservarlo, rispettare le sue esigenze e adattare la propria pianificazione della giornata anche considerando questo aspetto. Se sta in luogo chiuso e facendo attività seduto tutto il giorno è più facile che la sua energia inespressa si trasformi in rabbia e capricci.
10) Coerenza in famiglia: può capitare che mamma, papà e nonni abbiano delle visioni diverse di come andrebbero fatte le cose. Questo rischia però di confondere i bambini, sarebbe bene dunque che gli adulti trovassero un compromesso parlando e stabilendo un modo univoco di affrontare le situazioni.
11) Spiega il perché delle regole: ci sono cose sulle quali non si negozia (ad esempio sedersi e legarsi sul seggiolino auto) ma bisogna sempre spiegare al bambino con un linguaggio a lui comprensibile il perché siano così importanti.
12) Sottolinea gli aspetti positivi: anche quando un bambino non vuole fare una cosa si può trovare in essa il lato positivo da fargli vedere. Tornando all’esempio del seggiolino auto si può dire al bambino che è vero che dovrà stare seduto ma potrà ascoltare canzoni, cantare, guardare il paesaggio, ecc.
13) Empatia: importante anche mettersi nei panni del bambino e guardare la questione dal suo punto di vista.
14) Relazioni sane e rispettose: non riusciremo a mantenere un buon dialogo con il nostro bambino se con le altre persone di casa non sappiamo discutere con rispetto
15) Nessun ricatto: il ricatto è un’arma doppio taglio. Si entra spesso in una spirale da cui è difficile uscire.
16) Farli scegliere: invece di imporre sarebbe bene lasciare che il bambino prenda da sé la decisione. Ovviamente non bisogna lasciargli il massimo della libertà ma ad esempio proporgli due opzioni.
17) Attirare la sua attenzione: se si nota che la rabbia è causata da un gioco, da un’attività, da un ambiente o dalla stanchezza si può cercare subito di deviare la sua attenzione su qualcos’altro.
18) Evitare l’abuso di no: meglio sempre esprimersi in modo positivo. Ad esempio se sta tirando un oggetto non dire “non tirarlo” ma “Fai attenzione! Se lo tiri potresti romperlo!”.

19) Relativizza e negozia: se il bambino vuole qualcosa si può negoziare con lui. Questo è molto utile in quanto i compromessi si utilizzano anche nei rapporti tra adulti.
20) E se tutto fallisce…: non perdere la calma. D’altronde capiterà che il bambino provi rabbia dato che sta imparando a gestire le sue emozioni, non resta che affrontarla con calma e amore. Respira profondamente e donagli un abbraccio!

greenme.it

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Blog della chiesa di Santo Stefano a Reggio Emilia (della Parrocchia S. Giovanni Ev. in Santo Stefano e San Zenone). Unità Pastorale Santi Cristanto e Daria