Romania Il Papa beatifica sette vescovi martiri del comunismo

Vatican Insider

(Domenico Agasso jr) Francesco nel «Campo della Libertà» a Blaj: i regimi si antepongono «come norma alla stessa vita». «Oggi riappaiono nuove ideologie che cercano di sradicare la gente dalle sue tradizioni». Queste terre «conoscono bene la sofferenza della gente quando il peso dell’ideologia o di un regime è più forte della vita e si antepone come norma alla stessa vita». Papa Francesco lo dice a Blaj, in Romania, beatificando sette vescovi martiri del comunismo, parola che non cita nella sua netta condanna. Blaj, in Transilvania, è chiamata anche «la piccola Roma», per la sua alta percentuale di cattolici, molti dei quali di rito orientale. Il Pontefice presiede la Divina Liturgia, la celebrazione di rito bizantino, con la beatificazione di sette vescovi martiri greco-cattolici, morti in carcere durante il periodo del comunismo. Sono monsignor Iuliu Hossu, cardinale in pectore, ovvero nominato ma solo in segreto dal papa futuro santo Paolo VI; Vasile Aftenie, Ioan Balan, Valeriu Traian Frentiu, Ioan Suciu, Tit Liviu Chinezu e Alexandru Rusu. 

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