Mozambico, la terra spogliata. Fra disastri climatici, «land grabbing» e giovani attratti da falsi messaggi


L’Osservatore Romano

(Maurizio Bolzon) Tra due mesi Papa Francesco visiterà il Mozambico (con il Madagascar e Maurizio): il programma dettagliato della visita è stato pubblicato proprio in questi giorni. Il Santo Padre viene a incontrare una terra ricca di vita, di risorse, di bellezze umane e naturali. Una terra di cui ogni mozambicano può in tutta onestà sentirsi orgoglioso. Ma anche una terra dalle grandi sfide, alcune comuni a tutto il continente africano, altre più specifiche, legate all’unicità del paese. Una terra segnata dal passaggio di ben due cicloni, che, nel giro di poco più di un mese, hanno inferto delle ferite destinate a restare aperte per anni. Idai ha colpito la città di Beira e il cosiddetto “corridoio di Beira” nella notte del 14 marzo scorso, mentre Kenneth si è abbattuto principalmente sulla provincia di Cabo Delgado il 25 aprile: si tratta dei più violenti cicloni mai arrivati in Africa australe. Le distruzioni sono state enormi. I morti, più di mille.

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